La ProValue Juvecaserta cade anche a Pesaro, 83-77, e resta a secco dopo le prime tre giornate di Serie A2. Dopo Rieti e Fortitudo, emerge un copione ricorrente: i bianconeri sanno rientrare in partita, ma devono trovare continuità nei possessi decisivi. Domenica al PalaPiccolo arriva la Juvi Cremona.
Juvecaserta, il ritorno in A2 esige un salto di maturità
Sedici punti complessivi di differenza, tre sconfitte e una certezza ancora da conquistare: la ProValue Juvecaserta ha le risorse per competere, ma non ha ancora trovato la formula per trasformare le proprie reazioni in vittorie. L’ultimo verdetto, maturato sul parquet di Pesaro con l’83-77 finale, conferma le difficoltà di una squadra che rimane aggrappata alle partite, senza riuscire a governarne stabilmente i momenti cruciali. Il percorso in Serie A2 è cominciato con il ko per 81-73 a Rieti, è proseguito con la beffa interna contro la Fortitudo Bologna, vittoriosa 83-81, e ha trovato un’altra battuta d’arresto nelle Marche. Tre risultati differenti per sviluppo, accomunati dalla necessità di migliorare la gestione dei finali. Il ritorno nella categoria, conquistato il 15 giugno con l’85-71 su Vigevano e la chiusura della serie promozione sul 3-1, rappresenta un traguardo importante, ma anche l’inizio di una nuova sfida. Coach Lino Lardo è chiamato a consolidare un gruppo che deve adattarsi a un campionato più esigente per fisicità, profondità delle rotazioni e qualità degli avversari.
D’Argenzio, Johnson e Henry: talento da mettere a sistema
Il capitano Domenico D’Argenzio, playmaker e MVP della precedente stagione di B Nazionale, incarna la continuità tra la squadra della promozione e quella chiamata a misurarsi con la nuova categoria. Accanto a lui, Jaron Johnson e Jalen Henry rappresentano due riferimenti offensivi di primo piano. Contro la Fortitudo avevano prodotto rispettivamente 24 e 20 punti, senza riuscire a evitare una sconfitta maturata sul filo degli ultimi possessi. A Pesaro, invece, le risposte più significative sono arrivate da altri protagonisti. Damir Hadzic ha firmato 16 punti, Vittorio Nobile ne ha aggiunti 15 con un impeccabile 3/3 dall’arco, mentre Alessandro Sperduto ha contribuito con nove punti e tre triple. Prezioso anche il lavoro di Andrea Lo Biondo, autore di nove rimbalzi. La distribuzione del contributo offensivo è un segnale incoraggiante. La Juvecaserta può contare su risorse diverse, ma deve imparare a renderle complementari, evitando che le iniziative individuali restino episodi scollegati. In un torneo nel quale ogni possesso pesa, la qualità va accompagnata da ordine, selezione dei tiri e lucidità.
A Pesaro la rimonta non basta: Miniotas fa la differenza
La partita della Vitrifrigo Arena ha mostrato luci e ombre della formazione bianconera. Dopo aver assorbito l’avvio favorevole ai padroni di casa, Caserta ha chiuso avanti il primo quarto sul 24-23. Pesaro ha poi preso margine nel secondo periodo, andando all’intervallo sul 46-39. La reazione campana ha restituito equilibrio alla contesa, con la rimonta fino al 62-62, ma nel finale la squadra marchigiana ha ritrovato il controllo grazie soprattutto a Regimantas Miniotas. Il lungo lituano ha chiuso con 29 punti e 20 rimbalzi, imponendo una presenza determinante vicino a canestro e offrendo a Pesaro un riferimento costante nei momenti di maggiore pressione. Caserta ha avuto il merito di non disunirsi, ma la capacità di recuperare terreno non è stata sufficiente per completare il sorpasso. Anche il 19/27 ai tiri liberi segnala un margine di miglioramento concreto: punti lasciati sul ferro che, in una gara decisa da sei lunghezze, acquistano un peso specifico evidente.
Juvi Cremona al PalaPiccolo: è già tempo di risposte
Il calendario non concede pause. Domenica 18 ottobre, alle 18, la Juvecaserta riceverà la Juvi Cremona al PalaPiccolo, prima della trasferta di Torino del 21 ottobre e dell’impegno casalingo contro Mestre il 25. Tre appuntamenti per interrompere la serie negativa e dare consistenza ai segnali di crescita. La classifica, dopo appena tre giornate, non autorizza allarmismi, ma impone di affrontare con lucidità le criticità emerse: controllo dei rimbalzi, gestione dei possessi e capacità di eseguire quando la partita entra nel suo tratto decisivo. La promozione ha restituito entusiasmo a Caserta e riacceso le ambizioni di una piazza storica. Ora serve il passaggio successivo: trasformare la competitività in risultati. Perché riaprire una partita è una dimostrazione di carattere; imparare a chiuderla è il requisito che separa una squadra promettente da una squadra vincente.






