Centrodestra fermo a Castel Volturno, aspetta Marrandino

Gli alleati dell’ex sindaco attendono gli sviluppi giudiziari, mentre l’intesa provinciale sull’unità deve fare i conti con spinte locali e ipotesi civiche

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In alto, da sinistra, Marrandino Petrella e Scalzone. In basso, Scialla, Napoletano e Petrella
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CASTEL VOLTURNO – Procedere compatti, almeno nei centri più grandi. È questa l’indicazione di massima emersa dal recente vertice provinciale dei partiti di centrodestra. Uno schema nel quale dovrebbe rientrare anche Castel Volturno. Ma un conto sono gli incontri a Caserta, un altro è tradurre le intese nei territori. Qui bisogna fare i conti con chi dispone effettivamente dei voti, oltre che dei simboli. Pesano le vicende giudiziarie, che possono scoraggiare alleanze e candidature, e le ruggini personali, difficili da superare. Tutti elementi che rendono il quadro cittadino ancora frammentato.

Mentre a Caserta si prova a tracciare una linea comune, in città si moltiplicano le spinte sulle candidature. La Lega, stando alle indiscrezioni, potrebbe puntare su Dario Napoletano o comunque proporne il nome al tavolo della coalizione. Fratelli d’Italia ha come riferimento l’ex sindaco Luigi Petrella che, a quanto pare, potrebbe valutare anche un cartello civico, alleandosi con l’ex candidata sindaca Anastasia Petrella. Restano poi le ambizioni dei politici di lungo corso: l’ex sindaco Antonio Scalzone da una parte e l’ex vicesindaco Lorenzo Marcello dall’altra.

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Sul futuro del centrodestra pesa soprattutto la posizione di Pasquale Marrandino, a partire dagli sviluppi sul fronte cautelare. Nonostante l’inchiesta della Procura di S. Maria Capua Vetere, che gli contesta presunti episodi di corruzione legati a tangenti e accordi elettorali, resta un riferimento centrale negli equilibri locali. Due giorni fa è tornato a farsi vedere in pubblico, partecipando alla cerimonia di saluto a don Giovanni Simeone, che lascia Castel Volturno per proseguire il proprio percorso pastorale a Sant’Angelo in Formis. Numerose persone gli si sono avvicinate per salutarlo. Anche il messaggio pubblicato successivamente sui social, strumento di cui faceva ampio uso da sindaco, ha raccolto molti apprezzamenti. I saluti in piazza e il consenso online non misurano, da soli, la forza elettorale. Sono però segnali, così come lo è il fatto che nessuno dei suoi alleati si sia finora proposto apertamente come sostituto per le prossime elezioni. La sensazione è che si attenda di capire quali spazi possano riaprirsi per Marrandino.

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Se il gip del Tribunale di S. Maria C.V. non dovesse disporre una misura cautelare, come invece richiesto dalla Procura, non è escluso che possa decidere di tornare in campo. Resterebbero comunque le contestazioni da affrontare nelle sedi giudiziarie: dalla vicenda della scatola contenente denaro ricevuta da Daniele De Caprio alle dichiarazioni di Umberto Semtini, che sostiene di essere stato mandato da Marrandino a ritirare una busta con denaro da un referente della ditta dei rifiuti, fino agli elementi raccolti attraverso le intercettazioni.

Accuse dalle quali dovrà potersi difendere e che restano da verificare. Molto dipenderà da cosa metterà nero su bianco il giudice sulla gravità degli indizi: potrebbe ritenere non necessaria una misura cautelare perché si è dimesso da sindaco, ma considerare solidi gli elementi dell’accusa. E allora il discorso cambierebbe anche senza un provvedimento restrittivo. Serve aspettare. E il centrodestra, a quanto pare, aspetta.

Anche le scelte di Angela Parente, ex assessore di Marrandino, sempre più proiettata verso un percorso politico regionale, potrebbero incidere sugli equilibri e lasciare spazio a un ripensamento di Marrandino.

Sul fronte della sinistra, invece, la scelta sembra ormai definita: il candidato sindaco sarà Giuseppe Scialla.

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