Castel Volturno. Inchiesta su Marrandino, dieci indagati. E i consiglieri si dimettono

Il sindaco rischia il carcere e il tecnico di Cancello ed Arnone i domiciliari. Gli altri coinvolti a piede libero

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Da sinistra, Scalzone, Natale e Marrandino

CASTEL VOLTURNO – Sono in due a rischiare l’arresto: il carcere il sindaco Pasquale Marrandino e i domiciliari l’ingegnere Daniele De Caprio. Ma le indagini condotte dai carabinieri e ruotate proprio intorno al primo cittadino hanno coinvolto anche altre otto persone. Per loro la Procura di Santa Maria Capua Vetere non ha chiesto misure cautelari, anche se il procedimento – a breve – potrebbe sfociare in una richiesta di rinvio a giudizio. È un’indagine complessa, articolata in tre filoni investigativi confluiti in un unico fascicolo coordinato dalla Procura guidata da Pierpaolo Bruni. E’ nell’ambito di questo procedimento che i sostituti procuratori Giacomo Urbano e Anna Ida Capone hanno chiesto una misura cautelare per Marrandino e De Caprio, entrambi accusati di corruzione. Il prossimo passaggio è fissato per il 30 luglio. Davanti al gip Angela Mennella, il sindaco e il professionista saranno sottoposti all’interrogatorio preventivo. Potranno rispondere alle contestazioni e presentare elementi a propria difesa. Soltanto dopo il giudice del Tribunale di S. Maria Capua Vetere deciderà se accogliere o respingere la richiesta della Procura.

Il primo fronte riguarda proprio il rapporto tra Marrandino e De Caprio, originario di Cancello ed Arnone e residente a Caserta. Secondo gli inquirenti, il sindaco avrebbe esercitato la propria influenza sugli uffici comunali per favorire il professionista nell’assegnazione di due incarichi. Il primo, del valore di 28.800 euro oltre oneri, riguardava il controllo sull’esecuzione del servizio di raccolta dei rifiuti. Il secondo, da poco più di 15mila euro, il collaudo dei lavori per il recupero e la valorizzazione del waterfront del Parco Faber. La presunta contropartita sarebbe stata consegnata l’8 marzo 2025 nella Jeep Renegade del primo cittadino. De Caprio avrebbe passato a Marrandino una scatolina bianca contenente, secondo gli investigatori, più di 800 euro. Il sindaco sarebbe stato poi ripreso mentre prelevava più volte le banconote: 400 euro sarebbero stati utilizzati per pagare la retta scolastica della figlia.

Attorno a questo episodio si allarga il quadro dell’inchiesta, nel quale compaiono anche Salvatore Marcello, l’imprenditore Nino Rao, l’assessore Andrea Scalzone, il vicesindaco Giulio Natale, Umberto Sementini, marito dell’ex consigliera Veronica Sperlongano (estranea all’inchiesta), Nicola Benedetto, Giuseppe Spacone e Giuseppe Magno. Marrandino, Scalzone e Marcello sono coinvolti nel filone relativo a un incarico da 5mila euro per la realizzazione di video destinati ai social del Comune. L’ipotesi è che il sindaco e l’assessore abbiano fatto pressioni sul responsabile dei Lavori pubblici affinché affidasse il servizio a Marcello. In cambio, quest’ultimo avrebbe procurato voti ai due amministratori durante le elezioni del 2024. Marrandino avrebbe inoltre ottenuto la cancellazione del debito maturato per i filmati realizzati durante la campagna elettorale.

Le Comunali fanno da sfondo anche alla contestazione mossa nei confronti di Natale e Rao. Il vicesindaco avrebbe favorito l’assegnazione alla Edil Rao di lavori di messa in sicurezza e manutenzione delle strade per 66.478 euro. L’incarico sarebbe stato poi rinnovato per altri cinque mesi, con una spesa aggiuntiva di 25mila euro. La presunta contropartita sarebbe consistita nel procacciamento di consensi elettorali. L’ultimo fronte riporta al servizio di igiene urbana e coinvolge Marrandino, Sementini, Benedetto, Spacone e Magno. Secondo l’accusa, il primo cittadino, quando era presidente del consiglio comunale e successivamente vicesindaco e assessore all’Ecologia nella giunta di Luigi Petrella, estraneo all’inchiesta, si sarebbe adoperato per favorire la Teknoservice nell’aggiudicazione e nelle proroghe dell’appalto. In cambio avrebbe ottenuto l’assunzione di una persona da lui indicata e alcune somme di denaro. Una prima consegna, di importo non determinato, sarebbe avvenuta nel febbraio 2021. Tre mesi dopo sarebbero stati messi a disposizione altri 9mila euro, arrivati a Marrandino attraverso una serie di intermediari. Il quadro ricostruito dalla Procura resta ancora provvisorio. Marrandino e De Caprio, assistiti rispettivamente dagli avvocati Ferdinando Letizia e Mauro Iodice, e gli altri indagati potranno contestare le accuse nel corso del procedimento e devono essere considerati innocenti fino a un’eventuale condanna definitiva. A comporre il collegio difensivo, anche i legali Giuseppe Stellato, Luigi Poziello, Silvio Auriemma e Domenico Russo.

In serata, intanto, è arrivato il colpo di scena: il sindaco Marrandino si è dimesso e con lui l’intera maggioranza. “Ci sono decisioni che ti spezzano il cuore – ha esordito Marrandino -. Decisioni che non avresti mai immaginato di dover prendere. Decisioni che arrivano dopo notti insonni, dopo mille riflessioni, dopo aver provato in tutti i modi a trovare una strada diversa. Oggi è uno di quei giorni. Pochi minuti fa ho rassegnato le mie dimissioni dalla carica di sindaco di Castel Volturno. E’ stato l’atto più doloroso della mia vita. L’ho fatto con il cuore a pezzi, ma con la serenità di chi sa di aver anteposto, ancora una volta, il bene della propria famiglia e il rispetto delle istituzioni a qualsiasi interesse personale”.

“Voglio che tutti comprendano bene una cosa: questa non è una condanna – ha proseguito – Non esiste una sentenza. Non esiste un processo concluso. Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e, come prevede il nostro ordinamento, sarà un giudice ad ascoltare anche le mie ragioni e a valutare ogni elemento. Lo dico perché so che, troppo spesso, nell’opinione pubblica una richiesta viene scambiata per una condanna. Non è così. Ho sempre avuto fiducia nella magistratura e continuo ad averla oggi. Ho rispetto per il lavoro della Procura, per il ruolo dei magistrati e per quello dei giudici. Proprio perché credo nello Stato e nelle sue istituzioni, affronterò questo percorso nelle sedi competenti, con rispetto, con serenità e con la convinzione che ogni persona debba essere giudicata soltanto sulla base dei fatti e delle prove, al termine del percorso previsto dalla legge. Proprio per questo ho preso la decisione più difficile della mia vita. Nessuno me l’ha chiesta. Nessuno me l’ha imposta. E’ una scelta che nasce esclusivamente da me. Ho deciso di affrontare questa vicenda da semplice cittadino, senza il peso della fascia tricolore, senza trascinare ulteriormente l’istituzione comunale e senza continuare a far pagare alla mia famiglia il prezzo di una battaglia che ormai ha travolto ogni aspetto della mia vita. Voglio presentarmi all’interrogatorio come un cittadino che esercita il proprio diritto di difendersi, con la massima lucidità possibile, mettendo completamente da parte il ruolo istituzionale”.

Corruzione, chieste misure cautelari per il sindaco di Castel Volturno Marrandino…

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