CASERTA (Anastasia Leonardo) – Meno denunce, ma una classifica che invita a non abbassare la guardia. Caserta si colloca al 50° posto in Italia nell’Indice della criminalità del Sole 24 Ore, con un calo dei reati denunciati del 4,8% rispetto al 2024. Un segnale incoraggiante per Terra di Lavoro, che tuttavia continua a distinguersi per alcune tipologie di reato, dal contrabbando alla contraffazione, fino al riciclaggio. Nel confronto con le altre province campane, Napoli resta la più esposta, mentre Benevento si conferma tra le realtà più sicure del Paese. Ecco cosa raccontano i numeri e quali sono le criticità che restano aperte. Un dato che offre un segnale positivo, soprattutto se letto nel contesto di una tendenza nazionale che, dopo quattro anni consecutivi di crescita, registra finalmente una flessione. Ma la riduzione delle denunce non basta, da sola, a descrivere la situazione della sicurezza nel Casertano. Per comprendere meglio il quadro occorre guardare anche alla natura dei reati, alle differenze tra i territori campani e al confronto con le grandi province italiane.
La posizione di Caserta è intermedia: non figura tra le realtà con la maggiore incidenza complessiva di denunce, ma neppure tra quelle che presentano i livelli più bassi. Il dato più significativo è proprio la diminuzione annuale, pari a quasi cinque punti percentuali, che colloca la provincia tra quelle campane che hanno registrato un miglioramento. A emergere con particolare evidenza sono alcune voci specifiche dell’indagine. Caserta risulta terza in Italia per contrabbando, quarta per contraffazione di marchi e prodotti industriali e quinta per riciclaggio e impiego di denaro. Sono posizioni che richiamano l’attenzione su fenomeni differenti dalla criminalità di strada, ma altrettanto importanti per la sicurezza e l’economia legale.
Contrabbando, commercio di prodotti contraffatti e riciclaggio possono incidere sulla concorrenza tra imprese, alimentare circuiti economici illegali e indebolire la fiducia nel mercato regolare. Nella graduatoria relativa ai danneggiamenti, per esempio, Caserta si colloca al 102° posto, mentre per le violenze sessuali è al 98°. Queste posizioni, lette correttamente, indicano un’incidenza denunciata relativamente bassa rispetto alle altre province, ma non devono essere interpretate come prova dell’assenza del fenomeno. In particolare, per i reati che possono essere accompagnati da vergogna, paura o difficoltà nel denunciare, il numero delle segnalazioni non coincide necessariamente con quello degli episodi realmente avvenuti.
Il confronto con Napoli aiuta a comprendere meglio le differenze all’interno della Campania. Il capoluogo regionale occupa il 12° posto nazionale, con 131.056 denunce e un tasso di 4.435,2 ogni 100mila abitanti. La distanza rispetto a Caserta è significativa: Napoli registra un’incidenza delle denunce molto più elevata, pur avendo segnato una diminuzione dell’1,6% rispetto al 2024. Napoli presenta anche posizioni particolarmente alte per alcuni reati: è seconda per contrabbando e usura e terza per estorsioni e contraffazione di marchi e prodotti industriali.
La sua collocazione risente del peso demografico e delle caratteristiche di un territorio metropolitano, attraversato quotidianamente da residenti, lavoratori, pendolari e visitatori. Anche Salerno mostra un andamento in miglioramento. La provincia si colloca al 56° posto nazionale, con 32.983 denunce e un tasso di 3.131,3 ogni 100mila abitanti, in diminuzione del 3,9%. Rispetto a Caserta presenta quindi un’incidenza inferiore, pur avendo registrato un numero assoluto di denunce più elevato. Salerno presenta alcune criticità specifiche, soprattutto sul fronte degli incendi boschivi, per i quali è quarta in Italia, e degli incendi in generale, per i quali è ottava. Si colloca invece al 98° posto per danneggiamenti e al 93° per truffe e frodi informatiche. Anche in questo caso, dunque, il quadro complessivo è il risultato di fenomeni molto diversi, che richiedono risposte differenti.
Più in basso nella graduatoria si trova Avellino, al 91° posto, con 10.438 denunce e un tasso di 2.655,7 ogni 100mila abitanti. La diminuzione rispetto all’anno precedente è del 2,6%. Il dato complessivo è più contenuto rispetto a quello di Caserta, ma anche qui alcune voci meritano attenzione: Avellino è quarta per associazione per delinquere e sesta per delitti informatici, mentre occupa il centesimo posto per rapine e reati legati agli stupefacenti. La provincia campana con la minore incidenza di denunce è Benevento, che occupa il quartultimo posto nazionale.
Nel 2025 sono state registrate 5.617 denunce, pari a 2.177,4 ogni 100mila abitanti, con una diminuzione del 3,5%. Soltanto Enna, Potenza e Oristano presentano valori più bassi. Benevento risulta inoltre al 104° posto per danneggiamenti e al 102° per violenze sessuali, mentre è quinta per usura e quattordicesima per infanticidi. La graduatoria regionale restituisce quindi una Campania a più velocità. Napoli registra la maggiore incidenza di denunce, seguita da Caserta, Salerno, Avellino e Benevento, mentre tutte e cinque le province riportano una variazione annuale negativa. È un elemento comune che merita di essere sottolineato: nel 2025, almeno per quanto riguarda i reati denunciati, nessuna provincia campana ha registrato un aumento complessivo rispetto all’anno precedente.









