Roma, tutte le frasi celebri di José Mourinho

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Cronache Mercato
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L’avventura di José Mourinho sulla panchina della Roma è stata un’esperienza intensa, definita tanto dai risultati quanto dalle sue parole. Il tecnico portoghese ha costruito un legame fortissimo con la tifoseria, regalando momenti e frasi che sono rimasti impressi nella memoria collettiva giallorossa.

Tutto è iniziato con la sua conferenza di presentazione l’8 luglio 2021, dove ha messo subito in chiaro le sue intenzioni: “Non sono qui in vacanza”. In quell’occasione ha sottolineato come il progetto fosse della società nel suo complesso, dichiarando: “Questo non è il progetto dei Friedkin, non è il progetto di Mourinho, non è il progetto di Tiago Pinto. Questo è il progetto Roma”.

Il rapporto con i tifosi è stato uno dei pilastri del suo biennio. Indimenticabile il suo appello prima della semifinale di ritorno di Conference League contro il Leicester nel maggio 2022: “Non venite allo stadio a guardare la partita. Venite allo stadio per giocarla”. Una chiamata che ha trasformato l’Olimpico in un vero e proprio dodicesimo uomo.

Il culmine della sua esperienza è arrivato il 25 maggio 2022 a Tirana, con la vittoria della Conference League contro il Feyenoord. Un successo storico che ha interrotto un lungo digiuno europeo per il club. A fine partita, visibilmente commosso, ha dichiarato: “Oggi non era lavoro, oggi era storia e l’abbiamo scritta. Mi sento romanista al 100%”.

L’ironia non è mai mancata, come dopo una vittoria per 4-1 contro l’Atalanta nel dicembre 2021, quando ha risposto alle critiche sulla mancanza di vittorie contro le big: “Ogni giorno ci ricordavano che da 19 mesi la Roma non vinceva con una big: ora è da 22 minuti e mezzo”. Anni dopo, ha scherzato sulle aspettative, definendosi “José Harry Mourinho Potter”.

Le schermaglie con la Lazio sono state un altro tema ricorrente. Dopo la qualificazione ai quarti di Conference League, in vista del derby, ha lanciato una frecciata ai rivali già eliminati: “Quelli della Lazio sono a casa a fumare la sigaretta con Sarri”.

La gestione del gruppo ha avuto momenti complessi. Nel novembre 2022, dopo un pareggio con il Sassuolo, ha parlato di “tradimento” da parte di un giocatore, poi identificato in Rick Karsdorp. Ha anche cercato di spronare la squadra a essere più cinica, spiegando che le sue squadre passate erano “gang di banditi” e che “si nasce banditi, non lo si diventa”.

Infine, il capitolo arbitri. La sua avventura è stata costellata di polemiche, culminate con gli insulti all’arbitro Anthony Taylor dopo la finale di Europa League persa a Budapest nel 2023, un episodio che gli è costato una lunga squalifica. Mesi dopo, prima di una partita con il Sassuolo, ha messo in dubbio la “stabilità emozionale” del direttore di gara designato, Matteo Marcenaro, scatenando un’indagine federale.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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