Slask Wroclaw mette alla prova energie e nervi degli azzurri, ma cede 82-86

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Marco Spissu, Napoli Basketball - Mario Triggiani
Marco Spissu, Napoli Basketball - Mario Triggiani
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«Trafiła kosa na kamień»: la falce ha incontrato la pietra. Lo dice un proverbio polacco. E la pietra, stavolta, è Napoli. All’Hala Orbita lo Slask Wroclaw mette alla prova energie e nervi degli azzurri, ma cede 82-86: sesta vittoria consecutiva per la squadra di Jasmin Repesa, imbattuta nelle prime tre giornate tanto di campionato quanto di EuroCup. Il successo di mercoledì racconta la capacità di restare insieme quando il gioco si inceppa, la stanchezza si avverte e il finale obbliga a ricominciare tutto. Senza Jakimovski e Totè, Napoli affronta un avvio difficile. I polacchi salgono sull’8-3 coinvolgendo anche l’ex Egbunu (6), presenza interna da contenere. Repesa trova equilibrio dalla panchina: Spissu (5) organizza, Caruso (8) dà concretezza vicino al ferro. Il 10-0 cambia l’inerzia attraverso la collaborazione: circolazione, conclusioni condivise, contributi distribuiti. Petrucelli (10) firma dall’arco il 18-22 del primo intervallo. La profondità delle rotazioni consente agli azzurri di correggere la partenza senza dipendere da un solo interprete. Il secondo quarto riapre il confronto. Ogni vantaggio richiede un nuovo investimento. Lo Slask piazza un 7-0, Napoli deve fermarsi e ricostruire. Il tiro esterno restituisce fiducia e permette di raggiungere il 30-36, ma i padroni di casa recuperano fino alla parità. Ancora Petrucelli, a quattro secondi dall’intervallo, trova la tripla del 37-40. Nove canestri dall’arco sostengono il primo tempo azzurro, mentre da due ne arrivano soltanto cinque su dodici tentativi. Napoli conduce, ma non riesce a imporre con continuità il proprio ritmo. La ripresa rende evidente il costo della partita. Lo Slask è più fresco, più lucido, prende l’iniziativa; gli azzurri inseguono, faticando a dare seguito alle proprie risposte. Robinson (22) offre ai polacchi una soluzione affidabile e chiuderà con nove canestri su undici da due. Ramsey (7) trova una tripla e un canestro interno, Caruso contribuisce dalla lunetta. Nel finale del periodo Faggian (6) recupera un pallone e segna da tre: una sequenza che restituisce energia alla squadra. Il 63-61 mostrato al trentesimo verrà poi rettificato per due punti attribuiti erroneamente allo Slask: il riepilogo definitivo indica 61-61.

Nell’ultimo quarto Napoli recupera precisione nelle scelte. Seljaas (6) colpisce dall’arco, Dowtin Jr. (14) firma un canestro con libero supplementare e aggiunge una stoppata. Brown (15) mette due triple pesanti, chiudendo con cinque centri su otto tentativi dalla distanza. White (11) sostiene l’attacco con il lavoro meno appariscente: otto rimbalzi, tre offensivi, e due stoppate. Dal 74-76 gli azzurri costruiscono il 6-0 che vale il 74-82, distribuendo responsabilità fra Dowtin e White. Il finale esige un ultimo sforzo. Moore (13) segna da tre, White risponde, poi Robinson e ancora Moore riportano i polacchi sull’82-84. Seljaas sbaglia due liberi: lo Slask ha il possesso per cambiare la partita. La difesa azzurra lo interrompe e Dowtin recupera il pallone; lui e Spissu completano il lavoro dalla lunetta. Napoli chiude con sedici triple su trentotto e ventisei assist, ma il successo passa soprattutto dalla disponibilità a difendere quando la pressione è massima. «Nell’ultimo quarto abbiamo trovato la chimica giusta per giocare insieme in attacco ed in difesa», osserva Repesa. Domenica alle 12 arriva Milano, in un’Alcott Arena esaurita; mercoledì 21, alle 20, toccherà al Tofas, con cui Napoli condivide la vetta del girone europeo.

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