Spari ad Acerra contro l’asilo ‘Il Paese dei Balocchi’, gestito dall’ex assessore Maria De Rosa

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Maria De Rosa e Pasquale Balascio
Maria De Rosa e Pasquale Balascio
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ACERRA – Prima le richieste di denaro e le minacce, poi i colpi di pistola contro la scuola. Un nuovo episodio inquietante riaccende i riflettori sulla famiglia Balascio-De Rosa, già finita al centro di vicende giudiziarie legate alla criminalità del territorio. Poco prima della mezzanotte, ignoti hanno esploso diversi colpi d’arma da fuoco contro l’asilo nido privato Il Paese dei Balocchi gestito da Maria De Rosa, ex assessore comunale alle Politiche sociali e all’Urbanistica, al piano terra di un edificio di proprietà in via Stendardo, ad Acerra. Un raid che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. Uno dei proiettili ha raggiunto la finestra di un’abitazione privata al piano superiore. Fortunatamente non si registrano feriti, ma l’episodio ha immediatamente fatto scattare le indagini dei carabinieri.

Sul posto sono intervenuti i militari della stazione di Acerra e, in mattinata, gli investigatori del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna, impegnati a ricostruire la dinamica dell’accaduto e a individuare il movente. La pista delle intimidazioni è al centro degli accertamenti, anche alla luce dei precedenti. Tra luglio e ottobre 2025, infatti, i titolari della scuola materna sarebbero stati minacciati con una richiesta di denaro per poter continuare a svolgere la propria attività. Per quella vicenda, due persone sono a processo con rito abbreviato, mentre un terzo imputato ha scelto il dibattimento. Per i primi due, la Direzione distrettuale antimafia ha chiesto la condanna. Sarà il procedimento giudiziario a chiarire le responsabilità.

Il nuovo episodio riporta così l’attenzione su una vicenda familiare dai contorni complessi, nella quale le posizioni di indagati, imputati e persone offese si intrecciano in procedimenti distinti, che non vanno confusi tra loro. Maria De Rosa, nel novembre 2023 componente della giunta guidata dal sindaco Tito d’Errico, lasciò l’incarico dopo l’arresto del marito, Pasquale Balascio, coinvolto in un’inchiesta della Dda su presunte estorsioni e usura. Balascio è stato condannato in primo grado a sei anni di reclusione per una presunta attività estorsiva ai danni di una ditta di pompe funebri, che secondo l’accusa sarebbe stata realizzata con il coinvolgimento di esponenti della criminalità organizzata locale. La sua posizione ha avuto ulteriori sviluppi giudiziari, con una condanna anche in secondo grado per un’accusa di usura. Attualmente si trova agli arresti domiciliari. Secondo le informazioni raccolte, anche Balascio sarebbe stato destinatario di ripetute minacce da parte di persone non ancora identificate, che si sarebbero avvicinate più volte alla sua abitazione. Un quadro sul quale gli investigatori dovranno fare chiarezza, verificando se esista un collegamento tra le intimidazioni denunciate in passato e gli spari contro l’attività della moglie.

La notte di via Stendardo apre dunque nuovi interrogativi. Chi ha impugnato la pistola e perché ha scelto proprio l’asilo? Si tratta di un’intimidazione legata alle precedenti richieste di denaro oppure il gesto ha un’altra origine? Al momento non ci sono risposte definitive. Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire i fatti e accertare eventuali collegamenti con le vicende precedenti. Per ora resta la paura per un’attività frequentata da bambini e famiglie, finita nel mirino di un’azione armata che avrebbe potuto coinvolgere anche gli abitanti dello stabile. Le indagini sono in corso e ogni ipotesi resta da verificare.

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