Juventus, Spalletti ottiene una fiducia a tempo

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Cronache Mercato
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I bonus per l’allenatore toscano sono finiti e la sua panchina alla Juventus viaggia sul filo. Nonostante i sogni dei tifosi per un ritorno di Antonio Conte, i dirigenti bianconeri hanno deciso di proseguire con Luciano Spalletti, ma si tratta di una fiducia a tempo. Il rinnovo della stima è arrivato anche dall’America, dove si trova John Elkann.

L’amministratore delegato di Exor non ha intenzione di rinnegare un rapporto basato su stima ed empatia reciproca, ma il campo richiede una storia nuova e positiva. La società si aspetta una reazione decisa nelle prossime tre partite contro Rennes, Lecce e Genoa. Lo stesso Spalletti ha ammesso di essersi “perso” la Juve.

Sebbene i vertici del club siano convinti che nessuno stia giocando contro il tecnico, il partito degli scontenti all’interno dello spogliatoio è in crescita. Zhegrova, escluso dalla lista UEFA, sperava di essere titolare contro la Lazio, mentre Gatti e Kelly hanno faticato in Europa, poco abituati alla pressione mediatica.

Anche i veterani faticano: Bremer e Lucumí non riescono a imporsi, Cambiaso non ha più il ritmo di un tempo e Koopmeiners non lo ha mai trovato. Francisco Conceiçao, che rientrerà tra un mese, manifesta frustrazione. L’ipotesi di un modulo con il doppio “nove e mezzo” rischia inoltre di ridurre lo spazio per la numerosa batteria di esterni.

Spalletti ha parlato della necessità di rivedere il rapporto con i suoi giocatori. In un recente incontro, il tecnico ha riunito il gruppo per affrontare la spinosa questione legata a Gleison Bremer. “Quando si parla bisogna stare attenti a ciò che si dice, perché qualcuno può rimanerci male”, ha affermato in sintesi l’allenatore.

Il caso è nato dopo la sconfitta casalinga per 3-0 contro la Lazio. Il difensore brasiliano aveva dichiarato: “Non punto il dito contro nessuno, però qui c’è chi ha più carattere e chi meno. Io arrivo fino a un certo punto, ma non posso prendere in braccio tutti”. In seguito, il giocatore ha chiarito la sua posizione con i compagni: “Ero arrabbiato, non volevo mandare quel tipo di messaggio”.

Per il difensore non sono state previste multe né la revoca della fascia di capitano a favore di McKennie. Tuttavia, l’episodio ha generato molte discussioni interne. Spalletti si muove ora su un equilibrio precario, consapevole che il suo futuro a Torino dipende interamente dai prossimi risultati.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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