Castel Volturno, sigilli ai campi da golf dei Coppola: sospetti sui rifiuti interrati dagli anni ’90

Nuovo sequestro a Pinetamare, vicino al centro sportivo del Napoli. Quattro indagati nell'inchiesta sulla presunta discarica abusiva. Sotto i prati del golf sarebbero stati sepolti rifiuti utilizzati per riempire le buche. Indagini e scavi per verificare cosa nasconde il sottosuolo. Copia sottotitolo

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I campi da golf di Castel Volturno e Cristiana Coppola
I campi da golf di Castel Volturno e Cristiana Coppola
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CASTEL VOLTURNO – Dai sospetti sui rifiuti sepolti sotto i prati del campo da golf al nuovo sequestro preventivo dei terreni. Si aggiunge un altro tassello all’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere sulle aree di Pinetamare, a pochi passi dall’hotel Marina di Castello e dal centro sportivo dove si allena il Napoli. I carabinieri di Castel Volturno sono stati incaricati di eseguire un decreto di sequestro preventivo, emesso il dal gip su richiesta della Procura. Il provvedimento riguarda due particelle di terreno sulle quali gli investigatori ipotizzano la presenza di una discarica abusiva. Quattro gli indagati: Armando Marino, attuale legale rappresentante della Marina di Castello spa; Cristiana Coppola, che ha ricoperto lo stesso incarico dal 1999 al 2021; Francesco Pappalardo, all’epoca responsabile della Locamare di Castel Volturno; e Domenico Romano, che avrebbe curato gli interessi dell’imprenditore Cristofaro Coppola, deceduto nel 2013. A difenderli, i legali Mario Zanchetti, Flavio Ambrosino, Nicola Garofalo e Ferdinando Letizia.

Al centro dell’inchiesta c’è il sospetto che, a partire dagli anni Novanta, su quei terreni siano stati accumulati e interrati rifiuti di diversa natura. Materiali che, per quantità, estensione dell’area occupata e durata dell’abbandono, avrebbero trasformato di fatto i terreni in una discarica abusiva. È questa l’ipotesi di reato contestata dalla Procura, guidata da Pierpaolo Bruni. La vicenda, finita sotto la lente dei pm Mariangela Condello, Luisa Turco e Stefania Pontillo, affonda le radici nel periodo compreso tra il 1990 e il 1994, quando, stando alla ricostruzione investigativa, sarebbero stati utilizzati rifiuti per riempire le buche del campo da golf. Un’operazione che sarebbe stata nascosta attraverso un presunto accordo corruttivo. Pappalardo, nell’ipotesi accusatoria, avrebbe attestato falsamente l’assenza di materiali inquinanti in cambio di 1,5 milioni di lire. Vicenda prescritta.

Non è il primo intervento della magistratura su quei terreni. Un precedente sequestro era stato eseguito il 3 ottobre 2025. L’inchiesta ha portato anche all’impiego del georadar e all’avvio di operazioni di scavo per verificare la presenza di materiali nel sottosuolo. Le responsabilità degli indagati restano da accertare e per tutti vale la presunzione d’innocenza.

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