MONTE DI PROCIDA – Le fiamme che avvolgono la carrozzeria nel cuore della notte, un odore acre di benzina e la paura che la violenza potesse varcare la soglia di casa. È la cronaca di un’escalation di terrore, l’ultimo, disperato capitolo di una relazione tossica conclusasi con l’arresto di un uomo di 49 anni di Pozzuoli. Un epilogo reso possibile solo dal coraggio della sua ex compagna, che ha finalmente trovato la forza di chiedere aiuto.
La storia, purtroppo simile a tante altre, ha radici profonde. Due settimane fa, la parola “fine” era stata messa su una convivenza travagliata tra il 49enne puteolano e una donna di 38 anni di origini romene, madre dei loro due figli. Una separazione che, per la donna, rappresentava una liberazione da un passato di maltrattamenti psicologici e fisici, abusi mai denunciati, ingoiati in un silenzio carico di paura e forse di speranza che le cose potessero cambiare.
Per l’uomo, invece, quel rifiuto è stato inaccettabile. La fine della relazione non ha placato la sua rabbia, ma l’ha trasformata in un’ossessione vendicativa. L’altra notte, la sua furia si è materializzata in un gesto plateale e terrificante. Armato di una tanica di liquido infiammabile, ha raggiunto l’abitazione della ex a Monte di Procida e ha cosparso di benzina l’automobile della donna, l’utilitaria che le garantiva autonomia e libertà. Pochi istanti dopo, una scintilla ha innescato il rogo, trasformando il veicolo in una carcassa annerita e fumante.
Ma l’atto intimidatorio non era che l’inizio. Non pago di aver distrutto un bene materiale, l’uomo avrebbe alzato il tiro, facendo precipitare la vittima in un incubo a occhi aperti. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’avrebbe contattata, minacciando di fare irruzione nel suo appartamento e di dare fuoco anche a quello, con lei e i figli all’interno. “Brucio anche la casa”, sarebbero state le parole che hanno fatto scattare l’allarme.
È in quel momento, con il terrore che la situazione potesse degenerare in una tragedia irreparabile, che la 38enne ha composto il 112. Ha raccontato tutto ai Carabinieri della stazione di Monte di Procida: l’incendio, le minacce, la paura per la propria vita e per quella dei suoi bambini. I militari, coordinati dalla Compagnia di Pozzuoli, non hanno perso un istante.
È scattata immediatamente una caccia all’uomo nelle strade dell’area flegrea. Il 49enne è stato rintracciato poco dopo, mentre si trovava alla guida di un autocarro, forse nel tentativo di allontanarsi o di crearsi un alibi. Alla vista delle pattuglie, ha tentato una disperata fuga, cercando di seminare le gazzelle dell’Arma. Un tentativo vano. Dopo un breve inseguimento, è stato bloccato, messo in sicurezza e condotto in caserma.
Sulla base delle prove raccolte – la testimonianza della vittima, i resti dell’incendio e le minacce documentate – i Carabinieri lo hanno arrestato in “flagranza differita”, un istituto giuridico che consente l’arresto entro 48 ore dal fatto sulla base di prove inequivocabili. L’uomo è stato tradotto nel carcere di Poggioreale, dove si trova ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Dovrà rispondere delle pesanti accuse di atti persecutori e incendio doloso, in attesa del giudizio che scriverà la parola definitiva su questa drammatica vicenda di violenza post-relazionale. Per la donna e i suoi figli, l’incubo è finito.







