Henrikh Mkhitaryan si è confermato un fattore decisivo per l’Inter, dimostrando come l’esperienza possa fare la differenza anche con un minutaggio ridotto. In meno di una settimana, il centrocampista è stato protagonista di due giocate chiave: prima ha ispirato l’azione del gol a Bologna in campionato, poi ha servito a Carlos Augusto il pallone per la rete decisiva in Champions League contro lo Shakhtar.
Questi episodi hanno evidenziato l’importanza del giocatore armeno, subentrato dalla panchina per incidere con la sua qualità. Se l’Inter ha consolidato la sua posizione in Europa, parte del merito va alla sua capacità di cambiare il ritmo della partita nei momenti cruciali. La sua gestione, studiata per preservarne le energie, si sta rivelando una strategia vincente.
Il suo rinnovo contrattuale, formalizzato la scorsa estate in un momento in cui il giocatore stava valutando il ritiro, era mirato proprio a ottenere questo tipo di contributo. Cristian Chivu è stato uno dei principali promotori del suo prolungamento, convinto che la sua visione di gioco e la sua esperienza potessero ancora essere preziose. Le recenti prestazioni hanno pienamente ripagato questa fiducia.
Anche il tecnico nerazzurro ha riconosciuto pubblicamente il valore di Mkhitaryan. Ha sottolineato come la sua professionalità e il suo approccio all’allenamento rappresentino un esempio per tutto il gruppo, definendolo una figura necessaria all’interno dello spogliatoio. I compagni di squadra, come Nicolò Barella, hanno confermato che il suo ingresso in campo dà sempre una spinta in più alla squadra.
La longevità di Mkhitaryan a 37 anni è il risultato di una carriera costruita sulla disciplina e sulla cura del proprio corpo. Il suo percorso, dall’Armenia fino ai massimi livelli del calcio europeo in Ucraina, Germania, Inghilterra e Italia, è stato caratterizzato da una grande attenzione alla preparazione e al recupero. Questa professionalità gli permette ancora oggi di essere incisivo.
L’attuale gestione del suo impiego va proprio in questa direzione. Mkhitaryan viene utilizzato in modo strategico, quasi sempre a partita in corso, per sfruttare al massimo la sua freschezza e la sua intelligenza tattica. I dati sul minutaggio complessivo lo confermano tra i giocatori meno utilizzati della rosa, ma il suo impatto per minuto giocato è tra i più alti.
In quella che potrebbe essere la sua ultima stagione da professionista, l’armeno sta massimizzando ogni occasione, trasformandosi in un punto di riferimento e un’arma tattica fondamentale. Il suo futuro rimane da scrivere, ma il suo presente costituisce un valore aggiunto indiscutibile per l’Inter.




