Romano Schmid, soprannominato il “Messi delle Alpi”, si è imposto come una delle figure chiave del Frosinone in questo avvio di stagione. Arrivato per circa 10 milioni, il trequartista austriaco ha subito mostrato le sue qualità: intensità, dribbling e una notevole capacità di fornire assist, con già 3 passaggi vincenti in 7 partite.
Il giocatore ha espresso grande stima per il tecnico Alvini, descritto come “una grande persona, simpatico e onesto”. L’unico “problema”, ha scherzato Schmid, riguarda l’intensità del lavoro: “Gli allenamenti sono i più duri della mia vita. Corriamo tantissimo, a lungo e duramente”. Un metodo che però sta portando i suoi frutti in campo, dove la squadra lotta su ogni pallone.
Questa mentalità combattiva è uno dei segreti del Frosinone. Schmid ha raccontato come gli avversari possano percepire la loro determinazione, definendo i compagni “11-12 pazzi che lottano su ogni pallone”. Ha paragonato il gruppo a una “famiglia”, pur senza spingersi a un parallelo con il Leicester, ma sottolineando la consapevolezza della squadra sulle proprie origini e sui margini di miglioramento.
L’austriaco ha avuto parole di elogio per diversi compagni. Ha descritto Antonio Raimondo come “una specie di CR7 per la fiducia che ha nelle sue possibilità”, lodandone la capacità di ascoltare e migliorare. Ha definito Ghedjemis “incredibile”, un giocatore “pazzesco per quanto è forte”, destinato a diventare un top player. Ha infine parlato di Masini come del suo “bodyguard”, un difensore eccezionale nei duelli.
Schmid, soprannominato dal suo ct Rangnick “nano velenoso” per l’aggressività nonostante la statura (1.68m), ha rivelato di essersi ispirato a grandi talenti come Messi, Götze e soprattutto Dybala, al punto da tatuarsi un pallone con la corona sul polpaccio, proprio come l’argentino.
La sua dedizione non si limita al campo. Per permettere ai figli di frequentare una scuola internazionale, vive a Roma e affronta ogni giorno due ore di viaggio per raggiungere Ferentino. L’obiettivo stagionale è chiaro: “Salvarsi è realistico, è un mio obiettivo”, ha affermato, senza però precludersi sogni più grandi. Alla domanda su una possibile qualificazione europea, ha risposto: “Sì, c’è un 1%. Se dici di no, non hai la mentalità giusta: nel calcio tutto è possibile”.




