Delio Rossi, allenatore di grande esperienza, ha concesso un’intervista in cui ha analizzato il delicato momento della Juventus, attesa da una trasferta complessa contro il Lecce. L’ex tecnico ha offerto una riflessione più ampia sul mondo del calcio e sulla percezione degli allenatori.
“Sarà una partita delicatissima, soprattutto per la Juventus dato il momento”, ha esordito Rossi. “Dall’altra parte c’è un Lecce che ha cominciato bene e sta facendo il suo campionato. La squadra salentina ha già scritto la storia in questi anni e di questo passo potrà aggiornare i suoi record”.
Il discorso si è poi spostato sulla figura dell’allenatore e sulle critiche spesso superficiali che vengono mosse. “Nel calcio, purtroppo, ci si ricorda dei tecnici solo in base alle ultime vicende. Guardate come viene trattato Massimiliano Allegri. Adesso sembra sia diventato un bollito, ma qualcuno dimentica che è l’allenatore che ha vinto di più nel nostro campionato. Invece rimane sempre l’etichetta dell’ultimo periodo negativo”. Rossi ha sottolineato come questo meccanismo valga per molti, citando anche le difficoltà passate di altri colleghi, per cui è stato fondamentale dare continuità al lavoro.
Per spiegare come le apparenze possano ingannare, l’allenatore ha rievocato un aneddoto del suo passato alla guida di un Lecce pieno di giovani talenti come Ledesma, Bojinov e Vucinic. “Eravamo nel pullman, in viaggio verso il Delle Alpi per sfidare la Juventus. Passando tra i posti vidi Axel Konan che guardava il cartone animato ‘Bambi'”.
“Dentro di me pensai: ‘ma come facciamo a vincere in casa della Juve se un giocatore si prepara così prima di una partita così importante?’. Bene, quel giorno Konan fece doppietta, si era caricato in quel modo. C’è chi prega, chi ascolta musica, ma non avevo mai visto una cosa simile”, ha raccontato divertito. “È la dimostrazione che a volte i preconcetti sono totalmente sbagliati”.
Infine, ha parlato di un altro tipo di allenatore, quello che non bada all’immagine pubblica. “Non è glamour, non buca gli schermi, non è uno che pronuncia frasi a effetto. È semplicemente umile”. Il riferimento è a chi, come Gennaro Gattuso, è partito dalla Calabria per costruire una carriera incredibile. “Uno che è andato ad allenare a Creta o a Sion significa che ha il sacro fuoco dentro. Cerca sfide particolari e sta dimostrando di avere idee, perché la sostanza è più importante della forma”.



