Nicola Berti, ex centrocampista di Inter e Fiorentina, ha commentato il momento della squadra nerazzurra e ha ripercorso alcuni momenti della sua carriera. Attivo sui social network, Berti ha mantenuto il suo stile giocoso ma ha offerto un’analisi puntuale in vista della sfida contro la Fiorentina.
Secondo l’ex giocatore, la vittoria ottenuta in Champions League è stata “fondamentale” per l’Inter, soprattutto per il recupero mentale di alcuni giocatori. Ha espresso grande ammirazione per Nicolò Barella, definito “un mito assoluto” e “un capitano vero”, lodandone la crescita da giocatore nervoso a leader indiscusso del centrocampo.
Le lodi si sono estese anche a Carlos Augusto, considerato “un genio” e un acquisto di altissimo livello. Riguardo all’espulsione di Alessandro Bastoni in una partita precedente, Berti ha parlato di una reazione a una provocazione. Ha ricordato un episodio simile accadutogli in un derby, quando dopo un fallo subito da Baresi e un’ammonizione ricevuta, reagì segnando un gol.
Il cuore dell’intervista ha riguardato il suo passato e il trasferimento dalla Fiorentina all’Inter. Berti ha ricordato i tre anni positivi in maglia viola, dove il suo stile di gioco era apprezzato. Ha spiegato come la società decise di cederlo con un anno di anticipo sulla scadenza del contratto, facendolo passare per un mercenario.
“Mi fecero passare per un mercenario, e io non lo sono per niente”, ha dichiarato, respingendo con forza l’etichetta. Ha rivelato di aver avuto offerte da Napoli, Milan e Juventus, ma di aver scelto l’Inter per via della fede calcistica della madre e del progetto tecnico in costruzione, che lo rese poi protagonista dello “scudetto dei record” del 1989.
L’ex centrocampista ha descritto con emozione il suo primo ritorno a Firenze da avversario. “Mi sono tremate le gambe come non mi era mai accaduto”, ha confessato, ricordando l’ostilità dello stadio, inclusi tifosi ed ex compagni. Ha raccontato di essere stato bersaglio del lancio di monetine, concludendo però con orgoglio: “Sono fiero di quello che è successo, perché voleva dire che contavo qualcosa”.
In conclusione, Berti ha individuato nella fase difensiva l’unico aspetto da migliorare per la squadra, a causa dei troppi gol subiti. Ha mostrato fiducia nei nuovi acquisti e ha indicato la Roma come una delle avversarie più temibili per la corsa al titolo.







