Ospedali e uffici sanitari, stop a infermieri impiegati in uffici e Cup a Caserta: arriva la supervisora dell’Asl

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CASERTA – Una svolta attesa da tempo ed destinata a incidere profondamente sull’assetto organizzativo dei servizi sanitari di tutta la provincia di Caserta. Con una direttiva d’impatto e dall’applicazione immediata, la Direzione Strategica dell’Azienda Sanitaria Locale ha avviato un piano di riorganizzazione straordinario e di razionalizzazione del personale, pensato per porre un freno definitivo all’impiego improprio di infermieri, tecnici ed operatori della salute in mansioni di natura amministrativa, agli sportelli per le prenotazioni o nell’ambito della gestione dei Cup distrettuali e ospedalieri.

L’atto, formalizzato dai vertici dell’Asl di Caserta, il direttore generale Antonio Limone, il direttore sanitario Domenico Perri e il direttore amministrativo Genoveffa Vitale, individua una criticità storica della sanità casertana e definisce un percorso strutturato per riportare le competenze professionali al centro dell’assistenza quotidiana e della cura dei pazienti. Per garantire una gestione puntuale, rigorosa ed equa dell’intera operazione, la Direzione Strategica ha conferito un apposito incarico di coordinamento operativo e di supervisione alla dottoressa Carmelina Stabile, Dirigente delle Professioni Sanitarie dell’Azienda.

Alla dottoressa Stabile è stato affidato il compito di prendere in esame la complessa mappatura aziendale e i dati della ricognizione già condotta su tutto il territorio provinciale. L’analisi sarà capillare e riguarderà ogni singola posizione lavorativa del personale appartenente ai profili sanitari che oggi risulta impiegato in compiti burocratici, gestionali o comunque non pienamente coerenti con il titolo di studio e la qualifica professionale posseduta. L’attività si svolgerà attraverso un costante raccordo operativo tra la Uoc Gestione Risorse Umane, le Direzioni dei vari presidi coinvolti e il Coordinamento dei medici competenti aziendali.

Uno dei passaggi centrali del piano di riorganizzazione riguarda la distinzione fondamentale tra chi è stato assegnato a compiti amministrativi per mere esigenze organizzative interne e chi, invece, presenta reali limitazioni fisiche o prescrizioni di salute scaturite da regolari giudizi di idoneità lavorativa. A tal proposito, la direttiva chiarisce con estrema precisione che le valutazioni di idoneità alla mansione specifica rimangono di competenza esclusiva ed insindacabile dei Medici Competenti aziendali. Spetterà alla dottoressa Stabile interfacciarsi con i medici dell’Unità Operativa di Prevenzione e Protezione per verificare, dipendente per dipendente, il quadro sanitario aggiornato e le eventuali prescrizioni o limitazioni funzionali stabilite dalle visite periodiche.

Solo a valle di queste verifiche sanitarie e in aderenza alle necessità operative dei reparti, verranno delineate le proposte per le nuove destinazioni lavorative, garantendo che le mansioni richieste siano perfettamente congrui rispetto al profilo, alla salute e all’idoneità accertata dei singoli lavoratori. Il lavoro di analisi e revisione sfocerà nella stesura di un piano progressivo di ricollocazione, che verrà periodicamente sottoposto alla Direzione Strategica dell’Asl per le conseguenti determinazioni e per i decreti ufficiali di trasferimento e riassegnazione. Per assicurare la massima efficacia dell’iter, il provvedimento aziendale impone un preciso dovere di collaborazione a tutti i dirigenti apicali del territorio: dai Direttori dei Distretti Sanitari ai Direttori Medici dei singoli Presidi Ospedalieri, fino ai Direttori dei Dipartimenti dell’intera Azienda Sanitaria Locale.

I responsabili delle strutture saranno tenuti a fornire tempestivamente tutte le informazioni organizzative ed amministrative richieste, agevolando in ogni modo le verifiche ed evitando rallentamenti o sacche di resistenza. La disposizione, chiosata con una nota rivolta a tutto il personale aziendale e operativa con effetto immediato, punta a raggiungere un duplice obiettivo di fondamentale importanza: da un lato valorizzare le competenze di quanti hanno scelto e studiato per svolgere professioni d’aiuto e sanitarie; dall’altro recuperare preziose risorse umane per rafforzare i reparti ospedalieri, i presidi territoriali e i servizi di cura diretti alla cittadinanza dell’intera provincia casertana. Nei prossimi giorni su tali versanti potrebbero già registrarsi importanti novità che riguardano proprio l’impiego di diverse unità lavorative in mansioni che non sono afferenti al loro profilo professionale.
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Antonio Casapulla
Giornalista dal 1992, marito e padre. Ama il basket americano, l'antropologia culturale, i fumetti degli anni Ottanta e il cibo della tradizione contadina casertana. Nel corso della sua carriera ha seguito con grande professionalità soprattutto le vicende relative alla criminalità organizzata in provincia di Caserta, maturando un'esperienza sul campo che fa di lui, oggi, uno dei maggiori esperti della storia del clan dei Casalesi in Italia. Nel corso degli anni si è occupato di politica, sport e problematiche del territorio, tanto nelle città quanto nei piccoli centri di provincia, dove la copertura informativa è spesso carente. Insomma, è uno in grado di tirare fuori notizie interessanti anche in quei luoghi nei quali, apparentemente, non si muove una foglia.

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