L’adattamento di Rasmus Hojlund al Manchester United si è rivelato più complesso del previsto. Arrivato in estate per una cifra superiore ai 70 milioni di euro, il giovane centravanti danese sta faticando a trovare la via del gol in Premier League, dove non ha ancora segnato.
La sua dedizione, tuttavia, non è in discussione. Anche nelle prestazioni più recenti, Hojlund ha lottato su ogni pallone, si è sacrificato per la squadra con ripiegamenti difensivi e ha offerto continui scatti per creare spazi per i compagni. Nonostante la stazza imponente, con i suoi 191 centimetri, non è però riuscito a imporsi con continuità nelle aree di rigore avversarie.
Le statistiche avanzate a volte raccontano una storia di sfortuna. In alcune partite ha registrato valori di Expected Goals (xG) e Expected Assists (xA) tra i migliori della sua stagione, a testimonianianza della sua capacità di arrivare al tiro o di creare occasioni. Eppure, il tabellino dei marcatori in campionato resta fermo a zero, un dato che stona con l’ottimo rendimento mostrato in Champions League, dove ha già segnato diverse reti.
Questo digiuno prolungato evidenzia un problema più ampio: Hojlund è apparso spesso troppo solo nel reparto offensivo dello United. Con la forma altalenante dei compagni di reparto, il peso dell’attacco è gravato quasi interamente sulle sue giovani spalle, privandolo del supporto necessario per finalizzare l’enorme mole di lavoro svolto lontano dalla porta.
La sua mappa di calore (heatmap) conferma un giocatore onnipresente, che spazia su tutto il fronte offensivo e non risparmia corse all’indietro per aiutare la squadra in fase di non possesso. Percorre in media quasi 10 km a partita, con un numero notevole di sprint, ma questo dispendio di energie sembra andare a discapito della lucidità necessaria negli ultimi sedici metri.
La sua carriera, anche nel precedente club dell’Atalanta, ha già mostrato periodi di intermittenza realizzativa, alternati a momenti di grande efficacia. Il tecnico Erik ten Hag ha predicato calma, sottolineando come il giocatore abbia bisogno di serenità per esprimere il suo potenziale. Le qualità non mancano e Hojlund ha ora il compito di smentire i numeri, trasformando l’impegno in gol decisivi per ripagare il grande investimento del club.









