Matteo Lavelli, attaccante classe 2006, si è rivelato decisivo nella partita dell’Inter contro la Fiorentina. Entrato nei minuti finali, il diciannovenne ha propiziato con un suo guizzo l’azione che ha portato al calcio di rigore, poi trasformato da Piotr Zielinski al 97′ per la vittoria nerazzurra.
L’impatto del giovane calciatore è stato notevole, specialmente considerando il suo intenso fine settimana. Prima di scendere in campo a San Siro, Lavelli aveva infatti disputato un’ora di gioco con la squadra Under 23 nel pareggio per 1-1 contro il Sorrento. Contro la Fiorentina, è subentrato a cinque minuti dal termine e ha spizzato di testa il pallone nell’azione cruciale dell’ultimo secondo.
Al termine della partita, il giocatore ha espresso la sua emozione, affermando di non aspettarsi di giocare e di aver cercato semplicemente di dare il proprio contributo. Ha ammesso di non aver compreso subito la dinamica dell’azione del rigore, sottolineando però l’importanza della vittoria finale della squadra, ottenuta anche grazie al suo intervento.
Definito come una punta mobile e veloce, Lavelli ha finora segnato un gol in dieci presenze con la formazione Under 23 in Serie C. La sua precedente apparizione in Serie A risaliva a un incontro con il Bologna, dove aveva giocato una decina di minuti, chiudendo poi la stagione precedente con un totale di 30 presenze nel campionato di Serie C.
L’allenatore Cristian Chivu ha elogiato pubblicamente il giovane, dichiarando in conferenza stampa di non basare le sue scelte sull’età dei giocatori. Ha sottolineato la difficoltà di integrarsi in una squadra già formata, lodando l’atteggiamento di Lavelli, come dimostrato dalla sua dedizione nel difendere una rimessa laterale al novantesimo minuto.
La carriera di Lavelli include la vittoria del campionato Primavera, conquistato due anni fa con quattro gol e un assist decisivo nella finale scudetto. Cresciuto a Bernareggio, ha iniziato a giocare come terzino destro prima di spostarsi in attacco. Il padre, Diego, è stato a sua volta un calciatore di Serie C e ora lavora come scout. Soprannominato ‘Pocho’ per l’assonanza con Lavezzi, Matteo ha tra i suoi modelli Ronaldo e il compagno di squadra Marcus Thuram.
Il suo percorso è stato segnato anche da una difficile prova personale. Nel 2024 ha affrontato una grave forma di meningite che lo ha costretto a un ricovero ospedaliero di un mese, facendogli iniziare in ritardo la preparazione con la squadra Primavera. Superato quel momento critico, ora si gode il suo spazio nel massimo campionato.






