Udinese, manata di Palma a Ramos: nessuna sanzione

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Cronache Mercato
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Un episodio destinato a far discutere ha caratterizzato il primo tempo della sfida tra Udinese e Milan. Al centro della polemica un contatto avvenuto a palla lontana tra il difensore bianconero Matteo Palma e l’attaccante rossonero Gonçalo Ramos, che ha scatenato le proteste della squadra ospite per una mancata sanzione disciplinare.

Intorno al 35′ minuto di gioco, con l’azione che si stava sviluppando in un’altra zona del campo, i due giocatori si sono trovati a stretto contatto nei pressi della linea di centrocampo. In un gesto repentino, il centrale dell’Udinese ha allargato il braccio e ha colpito l’attaccante portoghese al volto con la mano aperta. Ramos è caduto a terra, richiamando l’attenzione dei suoi compagni e della panchina.

L’arbitro dell’incontro, il signor Marcenaro, non ha notato l’accaduto e ha lasciato proseguire il gioco. Anche la sala VAR, presidiata da Pezzuto e dall’assistente Aureliano, ha deciso di non intervenire per richiamare il direttore di gara a una revisione al monitor, confermando di fatto la decisione presa sul campo di non sanzionare il gesto.

La frustrazione per l’episodio è cresciuta pochi minuti dopo. Proprio l’attaccante portoghese, che aveva protestato animatamente con l’arbitro chiedendo un provvedimento per il suo avversario, è stato ammonito per un fallo commesso ai danni di Abankwah, creando un paradosso che ha ulteriormente acceso gli animi in campo.

A fare chiarezza sulla dinamica e, soprattutto, sul mancato intervento della tecnologia è stato l’ex arbitro Luca Marelli. L’opinionista ha spiegato che si è trattato di un episodio al limite, in cui il difensore ha rischiato molto, ma la cui valutazione segue precise direttive regolamentari. L’analisi si è concentrata sulla natura del contatto.

Secondo Marelli, Palma non ha mai guardato l’avversario e ha utilizzato la mano aperta, non il pugno chiuso. Questo dettaglio è fondamentale: il gesto non è stato interpretato come condotta violenta, ma piuttosto come un tentativo di liberarsi dalla marcatura. Dal punto di vista del protocollo, il VAR non avrebbe potuto richiamare l’arbitro perché l’eventuale sanzione sarebbe stata un’ammonizione, non un’espulsione diretta. L’intervento della tecnologia è previsto infatti solo per chiari ed evidenti errori su episodi da cartellino rosso.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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