Lorenzo Musetti ha parlato del suo complicato 2024, una stagione segnata da infortuni e momenti difficili. Il tennista ha descritto il suo percorso come un continuo tentativo di riemergere, spesso ostacolato da nuovi problemi. “Ogni volta che cercavo di tirare fuori la testa dall’acqua c’era qualcosa che me la ributtava giù”, ha confessato.
Una recente vittoria ha però rappresentato un’importante inversione di tendenza, un successo che l’atleta ha definito “sudato” e “meritato”, frutto di un’evoluzione personale e sportiva.
Al centro delle sue riflessioni c’è stato l’infortunio subito contro Novak Djokovic, un episodio che ha avuto un forte impatto psicologico. “Nei primi mesi non riuscivo a togliermelo dalla testa, era qualcosa che mi pesava e che inconsciamente non riuscivo a superarlo”, ha spiegato Musetti.
Con il tempo ha però imparato a guardare avanti, trasformando il rammarico in motivazione. “Ho capito che non posso cambiare quello che è successo, ma posso solo cambiare quello che succederà. Non vedo l’ora di ritrovarmi in un match che possa portarmi allo stesso esito, o anche più in alto”.
Una delle novità più significative riguarda il suo team, con l’ingresso del cognato Gianluca Mager al fianco dello storico allenatore Simone Tartarini. Musetti ha definito questa decisione “romantica”, motivata dalla ricerca di serenità e dal forte legame di amicizia che li unisce da prima che diventassero parenti.
Nonostante alcune critiche esterne che parlavano di una scelta di “comfort zone”, il tennista ha difeso la sua posizione. “Credo che fosse quello che cercavo e che mi serviva, specialmente dopo un’annata così difficile. Qualcuno con cui potermi confrontare, con una visione più da giocatore”.
Dal punto di vista tecnico, Musetti ha sottolineato i progressi nel servizio, un colpo su cui ha lavorato intensamente. La stagione, caratterizzata da continui recuperi, non gli aveva permesso di allenarsi con la costanza necessaria per migliorare aspetti specifici del suo gioco.
Anche l’atteggiamento mentale ha mostrato segnali di miglioramento. “L’attitudine che ho avuto verso le difficoltà, non so se per rilassatezza o per puro spirito combattivo, mi ha portato a non sentire alcune fatiche che invece in altre situazioni avrebbero pesato di più”.
Guardando al futuro, l’obiettivo principale è ritrovare la continuità di rendimento e di condizione fisica. La combinazione di Tartarini e Mager nel suo angolo è una decisione definitiva su cui intende costruire il suo percorso. Il sogno è chiaro: “Non voglio dare numeri, però sicuramente cercare di rientrare nella top 10 è un obiettivo che credo di dover rincorrere”.








