Sono ore di intense trattative all’interno della Serie A per la scelta del candidato alla presidenza della Federcalcio, le cui elezioni si terranno il 14 dicembre. Il dibattito verte sulla riconferma del sostegno a Giovanni Malagò o sulla candidatura di Adriano Galliani.
Il tempo per decidere è poco, poiché il 4 novembre scadrà il termine per la presentazione delle candidature. La situazione attuale appare frammentata: l’attuale commissario della FIGC ha ricevuto il sostegno di club come Napoli, Roma, Bologna e Monza. Il senatore di Forza Italia, invece, può contare sull’appoggio di Inter, Atalanta, Como e Sassuolo. Nessuno dei due schieramenti sembra al momento vicino alla maggioranza di 11 firme necessarie per formalizzare una candidatura, a causa del numero significativo di società ancora indecise.
Per cercare di sbloccare la situazione, è stata indetta una riunione informale in videoconferenza che coinvolgerà 14 club di Serie A, escludendo Inter, Milan, Juventus, Roma, Napoli e Lazio. L’incontro sarà un’occasione per i sostenitori di Galliani di esporre le ragioni di un cambio di rotta.
Il malcontento verso Malagò deriverebbe da alcune decisioni prese in autonomia, senza un confronto con i club che lo avevano appoggiato. Tra queste, le nomine di Roberto Mancini come commissario tecnico, di Elisa Bianchedi come capodelegazione e di Andrea Signori alla guida dell’Under 20, oltre alla questione irrisolta del segretario generale, divenuta un punto di principio per alcune società.
D’altra parte, i sostenitori di Malagò spingeranno per dare continuità al suo operato, confermando la posizione espressa dalla Lega Serie A fino a pochi giorni fa. Il lavoro dell’ex presidente del CONI, eletto a giugno con un ampio consenso, è proseguito anche dopo il commissariamento per il caso tesseramenti, con riunioni informali già tenute con i membri del decaduto Consiglio federale. A sostegno della sua riconferma verranno probabilmente citati i risultati sportivi delle Nazionali e i nuovi accordi commerciali.
L’esito del vertice potrebbe quindi modificare gli equilibri attuali. Non è escluso che nessuno dei due contendenti raggiunga le firme necessarie, portando la Serie A a non esprimere un proprio candidato, sebbene questa sia un’opportunità che i club difficilmente vorrebbero perdere.
Infine, le altre componenti federali che parteciperanno al voto del 14 dicembre, come l’Associazione Allenatori e l’Associazione Calciatori, hanno tenuto i loro direttivi nei giorni scorsi. Al momento non hanno preso una posizione ufficiale e rimangono in attesa delle decisioni della Lega Serie A, a cui storicamente si sono allineate, rappresentando insieme un significativo 30% dei voti.








