Diaby, ex Roma, condannato a 9 anni per sequestro

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Cronache sport calcio
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La carriera di Aboudramane Diaby si è conclusa con una condanna definitiva a nove anni di reclusione. L’ex promessa della Roma e del Verona è stato ritenuto colpevole di aver sequestrato un coetaneo in un locale di Ponte Milvio, a Roma, nel dicembre 2022, quando la sua strada nel calcio professionistico sembrava appena iniziata.

La sentenza è diventata esecutiva anche per il suo complice, condannato a cinque anni. La vittima, Danilo Valeri, figlio di una figura nota alla cronaca criminale romana, non ha mai sporto denuncia. Le indagini sono però proseguite sulla base di prove e testimonianze raccolte dagli inquirenti.

Il talento di Diaby, un terzino fisico e veloce soprannominato ‘Balotelli’, è stato compromesso da frequentazioni problematiche che lo stavano allontanando dal campo. Nella stagione del suo arresto aveva infatti giocato solo 135 minuti con la maglia dell’Imolese in Serie C, un segnale del suo progressivo distacco dall’attività sportiva.

Cresciuto a Roma, era passato al Verona nell’estate del 2021 nell’ambito dell’operazione che ha portato Kumbulla nella Capitale. Meno di sei mesi prima del sequestro, aveva fatto il suo esordio tra i professionisti con l’Imolese, un traguardo che rappresentava un’importante opportunità per la sua carriera.

Il suo percorso era però già segnato da precedenti penali. Mesi prima del rapimento, era stato trovato con 160 grammi di hashish, cocaina e 60mila euro in contanti. In un’altra perquisizione, la polizia aveva rinvenuto due chili e mezzo di hashish, portando un giudice a ipotizzare un suo ‘stabile inserimento nel mercato dello spaccio’.

L’epilogo è avvenuto nella notte tra il 22 e il 23 dicembre 2022. Secondo gli inquirenti, Diaby ha afferrato Valeri all’uscita di un sushi bar e lo ha trascinato via con un complice. Il movente sarebbe un debito di droga di diecimila euro. L’azione si è svolta davanti a testimoni, che hanno chiamato le forze dell’ordine.

Le telecamere e i precedenti di Diaby hanno permesso alla Polizia di identificarlo. Il rapimento lampo si è risolto in meno di 12 ore senza un riscatto ufficiale. Nonostante la versione reticente della vittima, le intercettazioni e le prove hanno portato alla condanna definitiva, chiudendo per sempre le porte del calcio professionistico.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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