Stipendi dei magistrati, nella bozza della Manovra stop al computo doppio degli arretrati

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Palazzo Chigi (WikiMedia Commons)
Palazzo Chigi (WikiMedia Commons)
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Con la nuova legge di Bilancio, che ha ricevuto l’ok del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e che si prepara a essere discussa alla Camera dei Deputati, cambia anche il metodo di calcolo degli stipendi dei magistrati. La novità viene introdotta dall’articolo 67 del disegno di legge.

Due le principali novità. La prima: mentre prima per tutti i dipendenti pubblici gli aumenti di stipendio venivano calcolati in base ai dati dell’Istituto Nazionale di Statistica, ora si farà una distinzione per gruppi. L’Istat farà una media conferendo ai gruppi più numerosi un peso maggiore nel computo rispetto ai dati relativi ai gruppi meno numerosi.

La seconda novità: gli arretrati corrisposti per i contratti che sono stati rinnovati in ritardo non verranno più considerati ai fini del calcolo degli aumenti. Prima, invece, questi arretrati venivano tenuti in considerazione, per cui gli importi venivano di fatto commisurati al doppio della relativa somma. Un fattore che determina aumenti più marcati, per i magistrati, rispetto agli altri dipendenti pubblici.

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Ugo Clemente
Ugo Clemente è giornalista professionista e direttore editoriale di Cronachedi. Ha iniziato l’attività giornalistica nel 2004 ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti Professionisti dal 2008. Dopo l’esperienza come redattore e caporedattore, dal 2014 ricopre il ruolo di direttore editoriale di Libra Editrice, società editrice di Cronachedi. Laureato in Giurisprudenza alla LUISS “Guido Carli” di Roma, è abilitato all’esercizio della professione forense dal 2021. Dal 2021 è anche presidente della Commissione Giuridica ed Economica dell’Ordine dei Giornalisti della Campania. Nel corso della sua attività professionale ha affiancato al lavoro giornalistico un’intensa attività di formazione. È stato relatore in numerosi corsi di formazione professionale per giornalisti dedicati, tra gli altri temi, alla diffamazione a mezzo stampa, alla privacy, alla deontologia, alla riforma della giustizia, al pluralismo dell’informazione, al rapporto tra giornalismo e social network e alle regole dell’informazione in materia di cronaca giudiziaria e sociale. Ha inoltre svolto attività didattica e laboratoriale nelle scuole, curando percorsi dedicati al giornalismo, al diritto dell’informazione, alle tecniche di comunicazione, alla scrittura giornalistica e alla produzione di contenuti digitali e multimediali. Tra il 2020 e il 2022 ha svolto attività di docenza esterna presso l’Istituto Penale per Minorenni di Airola. Accanto al giornalismo e al diritto, coltiva da anni un forte interesse per l’informatica e l’innovazione applicata all’editoria. È sviluppatore Python e utilizza il linguaggio insieme alle principali librerie per l’analisi dei dati e il machine learning, oltre a tecnologie web e sistemi Linux.

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