NAPOLI – Scontro tra paranze del Pallonetto di Santa Lucia e dei Quartieri Spagnoli: Renato Elia è stato condannato a tre anni e sei mesi di reclusione. Accusato del ferimento a colpi di pistola di un sedicenne, avvenuto il primo aprile in piazza Carolina a seguito di scontri tra gruppi giovanili di quartieri diversi. Le indagini lampo della squadra mobile (diretta da Mario Grassia) hanno ricostruito la vicenda e il presunto coinvolgimento nella sparatoria legata alle faide di quartiere nel centro storico. Va precisato che il 19enne del Pallonetto di Santa Lucia è da ritenere innocente, fino a una eventuale sentenza definitiva. Ma torniamo ai fatti, così come ricostruiti dalle forze dell’ordine. Si è concluso con una condanna a tre anni e sei mesi di reclusione il processo a carico di Renato Elia.
La decisione dei giudici riguarda l’aggressione armata avvenuta il primo aprile scorso nei pressi di piazza Plebiscito, in piazza Carolina. In quell’occasione un sedicenne rimase ferito alle gambe da colpi di arma da fuoco al culmine di una lite esplosa tra fazioni giovanili rivali dei Quartieri Spagnoli e del Pallonetto. Le indagini tempestive condotte dalla Squadra Mobile avevano consentito di ricostruire la dinamica dei fatti, nati da un futile sguardo di troppo tra ragazzi a bordo di scooter. Elia è stato infine ritenuto responsabile dei reati di lesioni e porto illegale di armi.
Il fermo del giovane risale a quasi sette mesi fa per la sparatoria di piazza Carolina. L’operazione scattò all’alba dell’11 aprile scorso, a seguito delle tempestive indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli dopo il ferimento del sedicenne nella notte tra il 31 marzo e il primo aprile. Decisive per gli investigatori si rivelarono le immagini delle telecamere di videosorveglianza, che consentirono di ricostruire l’aggressione nata da un banale sguardo di troppo tra gruppi di giovani. Quella mattina il ragazzo fu rintracciato e condotto nel carcere di Poggioreale.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il diciannovenne sarebbe tornato sul posto con il volto coperto dopo un alterco verbale a bordo di uno scooter, colpendolo alla testa e poi gambizzandolo con tre colpi di pistola prima di fuggire. All’epoca incensurato e difeso dall’avvocato Giuseppe De Gregorio, il giovane finì subito a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida della misura precautelare.


















