L’Accordo Ramoge, un modello pionieristico di cooperazione ambientale nel Mediterraneo, ha celebrato il suo cinquantesimo anniversario. Nato nel 1976 su impulso del Principe Ranieri III di Monaco, questo trattato rappresenta il primo esempio di collaborazione regionale che ha recepito i principi della Convenzione di Barcellona per la protezione del mare.
Alle celebrazioni, tenutesi nel Principato di Monaco, ha partecipato il sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza Energetica, Claudio Barbaro. “In mezzo secolo, l’Accordo ha definito un modello di governance condivisa tra Italia, Francia e Principato di Monaco, sviluppando strumenti comuni di monitoraggio, prevenzione e risposta alle emergenze”, ha dichiarato Barbaro. Ha inoltre sottolineato come l’area Ramoge, che si estende fino ad Anzio, sia diventata un vero “laboratorio avanzato” dove scienza, istituzioni e operatività si integrano.
Durante la missione, alla presenza di S.A.S. il Principe Alberto II di Monaco, si è svolta un’importante esercitazione antinquinamento. L’operazione, denominata ‘Ramogepol’, è stata organizzata dall’Italia in acque monegasche e ha testato il piano di intervento congiunto con la partecipazione dei dispositivi dei tre Paesi.
“Desidero ringraziare Sua Altezza Serenissima per la visita alla nostra nave Ubaldo Diciotti, ammiraglia della Guardia Costiera italiana”, ha proseguito il sottosegretario. La nave, comandata dal Capitano di Fregata Antonello Fava, è stata impegnata nell’esercitazione insieme ad altri mezzi navali e aerei. L’Italia ha dimostrato l’efficienza del suo sistema nazionale, che include una flotta specializzata. Tra le unità presenti figuravano anche la nave Nos Taurus e la Orione della Marina Militare, dotata di laboratori di analisi e attrezzature per contenere gli sversamenti.
All’evento hanno preso parte numerose autorità, tra cui l’Ambasciatore d’Italia a Monaco, S.E. Manuela Ruosi, il Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di porto, Ammiraglio Ispettore Capo Sergio Liardo, e il Presidente della Commissione Ramoge, Francesco Tomas. Questa partecipazione ha testimoniato l’alto valore attribuito all’intesa trilaterale.
L’incontro bilaterale tra il Sottosegretario Barbaro e il Principe Alberto II è stato l’occasione per discutere delle sfide future. “Oggi ci troviamo di fronte all’esigenza di un ulteriore salto di qualità”, ha affermato Barbaro. Il problema principale riguarda i finanziamenti: i contributi dei Paesi firmatari non sono stati aggiornati dal 2000, a fronte di un aumento significativo dei costi e delle attività.
Barbaro ha concluso auspicando uno sforzo congiunto per trovare nuove fonti di finanziamento e per garantire un pieno coinvolgimento di tutte le delegazioni. “Un accordo così prezioso e unico nel Mediterraneo merita una maggiore visibilità internazionale. L’esperienza di cooperazione subregionale può e deve diventare un modello virtuoso da replicare”.









