Si è spento all’età di 88 anni Antonio (Tonino) Trebiciani, una figura storica per l’AS Roma e per il calcio giovanile italiano. Il suo nome è indissolubilmente legato al periodo più florido del vivaio giallorosso, un lavoro che ha posto le basi per i successi futuri del club, incluso lo scudetto del 1983.
Originario di Ostia, Trebiciani ha legato la sua carriera alla Roma, diventando l’allenatore più vincente nella storia della Primavera. Sotto la sua guida, tra il 1973 e il 1978, la squadra ha conquistato tre scudetti di categoria e due Coppe Italia consecutive, un palmarès che testimonia la sua eccezionale capacità di formare squadre competitive e vincenti.
La sua influenza non si è limitata al settore giovanile. Al termine della stagione 1972-1973, è subentrato a Helenio Herrera sulla panchina della prima squadra per le ultime sei, tese giornate di campionato. Con quattro pareggi e due sconfitte, ha raccolto i punti necessari per garantire alla Roma una difficile salvezza, ottenuta grazie alla differenza reti. In seguito, ha ricoperto anche il ruolo di vice allenatore al fianco di Nils Liedholm.
Trebiciani è stato soprattutto un formidabile scopritore di talenti. Ha avuto il merito di far esordire un futuro capitano come Agostino Di Bartolomei e di aver lanciato la carriera da calciatore di Claudio Ranieri. Il suo fiuto lo ha portato a scovare Bruno Conti quando giocava a Nettuno, un episodio che lo stesso Conti ha ricordato con affetto, sottolineando come quell’ingaggio gli abbia cambiato la vita, convincendolo a scegliere il calcio anziché una promettente carriera nel baseball.
Il suo percorso è proseguito anche al di fuori della capitale. Nel 1979 ha guidato il Rieti, per poi passare sulla panchina del Latina dal 1980 al 1982, dove ha ottenuto una storica promozione in Serie C. Negli ultimi anni si era nuovamente dedicato alla formazione dei più giovani, allenando nella categoria Allievi per diversi club.
Con la sua scomparsa si chiude una pagina fondamentale del calcio romano e nazionale. L’AS Roma lo ha ricordato con una nota ufficiale, esprimendo il proprio cordoglio e riconoscendone il profondo segno lasciato nella storia del club, avendo contribuito alla crescita di intere generazioni di calciatori.





