Addio Forza Italia, il Cav non ha preparato il ‘dopo di lui’

Addio Forza Italia, il Cav non ha preparato il 'dopo di lui'
Addio Forza Italia, il Cav non ha preparato il 'dopo di lui'

di Gennaro Salvatore*

L’ammainare delle proprie bandiere tradizionali da parte di Forza Italia è certamente una situazione che preoccupa perché potrebbe tradursi, cosa che sta di fatto accadendo, in un lento e sempre più inesorabile abbandono dei temi classici del riformismo ed, ancora peggio, delle questioni meridionali.

Il Nuovo Psi, che non ha presentato proprie liste elettorali per favorire un miglior risultato al partito Forza Italia, proverà ora a colmare questo vuoto di proposte e rappresentanze a partire dai temi del presidenzialismo, di un equilibrata autonomia delle regioni, dal garantismo e soprattutto e indiscutibilmente dai temi del Sud e dalla valorizzazione del suo capitale umano di rara qualità: decine di migliaia di giovani laureati nei nostri atenei che vanno cioè ad esercitare le proprie competenze in giro per il mondo.

Per noi, diventa dunque oggi necessario rilanciare nel centrodestra quell’area liberale e riformista necessaria al riequilibrio delle forze all’interno della coalizione ed utile allo stesso Premier. 

Il Centro destra italiano ha cambiato volto. Non è solo la vittoria di Giorgia Meloni, ma lo stesso forte ridimensionamento della Lega insieme all’abdicazione da parte di Forza Italia di quelle che sono state le sue bandiere storiche i paradigmi principali di questa nuova dimensione politica. 

In particolare, la Campania può rappresentare un caso emblematico. Qui, infatti, se da un lato una parte del gruppo dirigente è riuscito ad intercettare un notevole consenso, e potrei fare l’esempio dell’onorevole Annarita Patriarca, dall’altro ha dimostrato un totale e sterile appiattimento sui diktat romani del Partito. È prevalsa quindi la logica della stretta lobby berlusconiana a discapito dell’impegno dei tanti militanti che conoscono e vivono il territorio. 

I fatti: nessun Ministro campano, tantomeno meridionale. Non è ovviamente una questione di poltrone da occupare, ma piuttosto di istanze e storie territoriali da difendere. Addirittura, e sembra un paradosso, da noi ha fatto meglio Salvini: pur non raccogliendo molti consensi, è riuscito a rappresentare la sua parte politica al Sud con una rappresentanza di stretta connessione con il territorio campano, mentre, in Forza Italia abbiamo assistito ad un finto e gonfiato entusiasmo con la nomina di tal Tullio Ferrante, sicuramente brillante avvocato romano, che spiazzando tutti quelli che lo avevano ascritto a proprio successo, ha lui stesso ammesso di essere stato nominato nel Governo grazie ai suoi legami romani, in particolare con Marta Fascina.

Non mancavano certo prestigiose professionalità e competenze del mondo accademico, imprenditoriale e politico che avrebbero potuto, sicuramente con maggiore adeguatezza, rappresentare i territori. È, poi, a dir poco imbarazzante il silenzio dei tanti che hanno profuso energie, impegno e partecipazione attiva alla campagna elettorale facendo ottenere al partito una delle percentuali più alte in Italia, dato, questo, di non poca importanza,. 

C’è un grande tessuto politico e sociale oramai lacero ma da ricostruire. E noi proveremo a farlo, dare il nostro contributo, consapevoli che un “Gigante“ come Berlusconi, al quale auguriamo lunga vita, purtroppo non ha inteso preparare il “dopo di lui”.

*Vice Segretario Nazionale Nuovo Psi

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