Adrian e Mafia international: la ‘gaffe’ di Celentano fa infuriare Napoli

ROMA – L’ultima gaffe del molleggiato ha fatto infuriare Napoli. Siamo nel 2068 e un orologiaio rivoluzionario combatte il ‘male’ a 360 gradi. Accanto a lui tale Gilda. C’è una metropoli da incubo, una colata di cemento senza soluzione di continuità governata da una dittatura che utilizza metodi poco ortodossi per arrivare a quella che si potrebbe definire “omologazione del popolo”. I due protagonisti più li guardi e più sembrano Adriano Celentano e Claudia Mori. E’ Adrian, il fumetto cartone ‘cantato’ ultima opera di Celentano in onda ieri sera su Canale 5. Ma un particolare non è andato giù ai napoletani e non solo. Ambientato in una Napoli da incubo del futuro, in una sequenza su di un palazzone (probabilmente il Centro Direzionale) spunta un cartello di cattivo gusto: “Mafia International”. Questo ‘particolare’, oltre alla trama farraginosa e forzatamente complessa, sta facendo discutere.

“Mafia International: Celentano, gli stereotipi e i pregiudizi su Napoli

In una pigra rappresentazione di una ipotetica Napoli del futuro, il cantante oltre alla gaffe della scritta “Mafia international” è finito sulla graticola per il mix di luoghi comuni e stereotipi della napoletanità. Dalla malavita alle strade piene di immondizia, il molleggiato sta ricevendo una pioggia di critiche e insulti tale da far diventare l’hashtag Adrian trending topic sui social, da Facebook a Twitter.

Adrian bocciato dal pubblico: “Show lento, poco rock”

Ma non è solo la gaffe antinapoletana ad essere andata storta. Innanzitutto il palinsesto Mediaset aveva previsto un’ora in più di trasmissione. Prima della messa in onda del cartone, c’era un pre show ed una introduzione live da Verona con Nino Frassica e Natalino Balasso. Secondo la guida Tv Mediaset, lo show completo sarebbe dovuto finire dopo la mezzanotte. Invece alle 23.15 è calato il sipario. Durante il live, poi, una pioggia di critiche è arrivata dal pubblico da casa: “Uno show molto lento e poco rock“, commentano cinguettando su Twitter i telespettatori delusi. Così come i dati Auditel dimostrano che la curva di ascolto, partita con il 24% di share ha poi chiuso con il 16% nonostante le aspettative di questi ultimi giorni e la massiccia campagna pubblicitaria.


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