Il legame tra la famiglia Stankovic e l’Inter si rafforzerà con il ritorno in nerazzurro di Aleksandar. Il club ha infatti esercitato l’opzione di riacquisto per il centrocampista classe 2005, che dopo un’esperienza formativa all’estero è pronto a vestire nuovamente la maglia che considera di casa. La scelta del numero sarà un omaggio diretto: indosserà il 5, lo stesso che ha reso celebre il padre Dejan nei suoi nove anni e mezzo a Milano, durante i quali ha vinto 15 trofei.
Aleksandar rappresenta la continuità della dinastia interista in famiglia. Sarà l’unico dei tre figli di Dejan a proseguire la tradizione, dopo che il primogenito Stefan ha abbandonato presto l’attività agonistica e il portiere Filip si è trasferito a titolo definitivo al Venezia. L’Inter ha deciso di puntare con convinzione sul più giovane dei fratelli, assicurandosi il suo cartellino per il futuro.
Il giocatore rientra a Milano dopo un’annata da protagonista con il Club Bruges. In Belgio, Stankovic si è affermato come uno dei giovani più promettenti nel suo ruolo, collezionando 54 presenze e segnando 9 reti. Le sue prestazioni hanno incluso anche dieci partite da titolare in Champions League, dove ha dimostrato personalità e qualità, come nella sfida vinta contro il Marsiglia in cui ha realizzato un gol e due assist.
Il confronto con la carriera del padre a pari età è inevitabile, ma evidenzia profili tecnici differenti. A vent’anni, Dejan era già un pilastro della Lazio e della nazionale jugoslava, forte di una duttilità che gli ha permesso di ricoprire più ruoli. Aleksandar è un giocatore più strutturato, una mezzala moderna con spiccate doti offensive e una grande capacità di inserimento, anche se il tecnico Chivu lo sta provando nel ruolo di mediano.
Un tratto, però, accomuna padre e figlio in modo inequivocabile: la potenza e la precisione del tiro dalla distanza, una qualità che sembra essere un marchio di fabbrica della famiglia. All’Inter, Aleksandar ritroverà Cristian Chivu, ex compagno di squadra del padre e suo allenatore per 71 partite nel settore giovanile. Sotto la guida del tecnico, cercherà di ritagliarsi uno spazio importante, chiudendo un cerchio iniziato molti anni fa.





