L’eco dello sfogo di Luciano Spalletti alla Continassa ha evidenziato una tensione crescente nel ritiro della Juventus. A pochi giorni dall’inizio della preparazione, il tecnico ha alzato la voce durante un allenamento, mostrando insofferenza per una situazione ancora in divenire.
L’episodio nasce da un contesto complesso. L’allenatore sta lavorando con una rosa provvisoria, segnata dall’assenza di molti titolari e dalla presenza di numerosi giocatori considerati fuori dal progetto tecnico. La frustrazione è emersa quando ha notato un calo di ritmo e intensità nel gruppo.
Attualmente, Spalletti può contare su pochi titolari effettivi per le sue sedute, tra cui Pierre Kalulu, Lloyd Kelly, Andrea Cambiaso e Manuel Locatelli. Altri elementi chiave sono indisponibili, come Khephren Thuram per un lavoro personalizzato, o sono rientrati da poco, come Kenan Yildiz. La rosa sarà completata solo con il rientro di giocatori come Gleison Bremer, Francisco Conceiçao e Weston McKennie, di ritorno dalle vacanze post-impegni con le nazionali.
A questa situazione si aggiunge un calciomercato che non è ancora entrato nel vivo. La dirigenza e l’allenatore sono in sintonia, ma il tempo stringe. Spalletti attende circa cinque nuovi innesti, oltre ai già definiti Jeff Ekhator e Zeki Celik, ma l’urgenza riguarda due ruoli chiave per l’impostazione della squadra: un portiere e un attaccante titolari. La pazienza del tecnico sta comprensibilmente diminuendo.
Le dure parole dell’allenatore, riassunte nella frase “Io resto, voi no”, non avevano un destinatario preciso. Il riferimento era però chiaro: molti dei giocatori presenti in campo sono destinati a lasciare il club e, secondo il tecnico, qualcuno non sta mostrando l’impegno richiesto in questa fase delicata.
La lista dei calciatori con il futuro incerto è lunga. Tra i giocatori che sembrano destinati a una cessione, definitiva o in prestito, figurano Michele Di Gregorio, Joao Mario, Daniele Rugani, Juan Cabal, Jonas Rouhi, Fabio Miretti, Arthur Melo, Vasilije Adzic, Lois Openda e Arkadiusz Milik. A questi si aggiungono profili la cui permanenza dipenderà dalle dinamiche del mercato, come Edon Zhegrova, Federico Gatti, Douglas Luiz e Mattia Perin. È probabile che lo sfogo di Spalletti fosse rivolto a qualcuno all’interno di questo nutrito gruppo di atleti in bilico.





