Andrea Kimi Antonelli è tornato a Spa-Francorchamps con la sicurezza del leader del Mondiale, ma con il ricordo vivido del momento più duro della sua carriera, vissuto proprio su questa pista un anno fa. Quell’episodio, segnato da una profonda crisi emotiva, ha rappresentato un punto di svolta fondamentale per la sua crescita come pilota e come uomo, trasformando un ragazzo in difficoltà nel dominatore attuale della classifica.
“Ero nel periodo più buio della mia stagione d’esordio. Le gare europee stavano andando male, non mi sentivo bene con la macchina e sono stato travolto dalle emozioni: piansi”, ha confessato Antonelli. Ha però sottolineato come affrontare e superare quel momento sia stato decisivo per acquisire la maturità che oggi gli permette di gestire la pressione al vertice del campionato.
La stagione attuale, tuttavia, non è priva di ostacoli. Due problemi tecnici nelle ultime tre gare hanno eroso il suo cospicuo vantaggio in classifica, passato da quasi 70 a soli 25 punti. “Conosco il motorsport e so quanto tutto possa cambiare in un attimo”, ha commentato il pilota, mostrando grande consapevolezza. “La questione dell’affidabilità resta un tema importante, ma la squadra sta lavorando tantissimo. Hanno già rinforzato il pezzo che si è rotto a Silverstone”.
Antonelli ha sempre considerato la Ferrari un’avversaria diretta per il titolo, definendola “molto solida” e più vicina di quanto possa sembrare, soprattutto grazie a una maggiore affidabilità rispetto alla sua monoposto. Per quanto riguarda il rapporto con il compagno di squadra, George Russell, il clima è sereno: “Siamo tranquilli, il rapporto è lo stesso dall’inizio della stagione. Facciamo del nostro meglio e basta”.
L’approccio maturo di Antonelli è stato rafforzato anche da incontri speciali fuori dalla pista. Durante una recente visita a Wimbledon, ospite nella Royal Box, ha avuto modo di chiacchierare a lungo con Roger Federer. La leggenda del tennis gli ha offerto un consiglio prezioso per gestire la pressione: pensare “una gara alla volta”, proprio come lui pensava “un punto alla volta” durante le sue partite.
Questo insegnamento si è rivelato cruciale. Antonelli ha ammesso di aver faticato a controllare le emozioni in alcune occasioni, come nella Sprint di Miami, dove un problema in partenza lo ha portato a guidare “con la vena chiusa, come un toro che vede solo rosso”. Ha capito che un simile approccio espone solo a errori inutili e che la lucidità è fondamentale.
Archiviate le distrazioni mondane, come l’incontro con l’amico Jannik Sinner sempre a Wimbledon, l’attenzione è tutta sulla pista. Forte delle lezioni del passato e della consapevolezza del presente, Antonelli arriva al Gran Premio del Belgio con un obiettivo chiaro: riscattare la delusione dell’anno scorso e dimostrare che il leader del Mondiale è pronto a lottare fino all’ultima curva. “Farò di tutto per riscattarmi”, ha concluso.





