Appalti e corruzione nel Casertano, indagini anche sul sindaco di Santa Maria a Vico

Andrea Pirozzi, sindaco di Santa Maria a Vico
Andrea Pirozzi, sindaco di Santa Maria a Vico

C’è un terzo filone nell’inchiesta per corruzione e appalti che ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio per sei persone e alle prime tre requisitorie. Il procedimento vede coinvolto anche l’ex vicepresidente della Provincia di Caserta Pasquale Crisci. Oltre a quello per pizzo ed usura che il 31 agosto dello scorso anno portò all’arresto di sei persone, infatti, le denunce tra due impresari funebri della zona hanno innescato un’altra indagine che vede coinvolto anche il sindaco di Santa Maria a Vico, Andrea Pirozzi.

Il cellulare del sindaco fu intercettato e le intercettazioni della guardia di finanza di Marcianise furono inviate alla Dda di Napoli e alla Procura di Napoli, con il riferimento ai “sufficienti indizi in relazione ai reati ipotizzati ed in particolare da parte di imprenditori nei confronti del sindaco Andrea Pirozzi”. Il filone d’inchiesta riguarda alcuni appalti del Comune di Santa Maria a Vico ed è stato stralciato in quanto non sono emersi elementi per ritenere i fatti legati alla corruzione aggravati dall’articolo 416bis, ossia di matrice mafiosa.

Sulla fascia tricolore non emersero ipotesi di reato legate alla camorra. La fascia tricolore, il 23 luglio del 2019 fu pedinato e fu acclarato un suo incontro con persone che avevano interessi in società di costruzioni edili. Un incontro a cui presero parte, otre al sindaco, anche Cipriano Mennillo, nipote di Luciano Licenza, di Casapesenna, coinvolto in indagini sulla camorra, e Pasquale Basile. Il primo era rappresentante legale della ditta Menni, il secondo della Geba Ciostruzioni e della Tecnobob.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome