Lautaro Martinez ha convinto. Ha segnato il suo primo gol in un Mondiale e ha superato il senso di inadeguatezza che lo ha spesso tormentato in nazionale. Se ha vinto il ballottaggio interno con Julián Álvarez, rovesciando le gerarchie rispetto alla spedizione in Qatar, il merito è anche della sua perfetta integrazione nei meccanismi tattici del CT Scaloni.
L’attaccante si è trasformato nel partner ideale per Lionel Messi e giocherà titolare anche nella prossima partita, per la quarta volta consecutiva, fugando ogni dubbio sulla sua posizione.
Si è parlato molto del rapporto di fiducia tra il capitano e Rodrigo De Paul, ma anche il dialogo tra Lautaro e Messi è cresciuto, alimentato da un’intesa naturale in campo. In passato, lo stesso Messi lo aveva paragonato a un suo partner storico, Luis Suárez.
Sarebbe esagerato affermare che sia stato Messi a suggerire a Scaloni di puntare su di lui, dato che il centravanti ha riconquistato il posto per meriti sportivi. Con 38 gol complessivi, è salito al quarto posto nella classifica marcatori all time dell’Argentina. Di sicuro, Messi non ha mai mostrato insofferenza al suo fianco, a differenza di quanto accaduto con altri attaccanti.
Dall’altra parte, Julián Álvarez non è stato fortunato. Un infortunio alla caviglia gli ha impedito di prepararsi al meglio per la competizione, mentre il suo rendimento nell’unica partita giocata da titolare è stato deludente.
A peggiorare la sua posizione è stato il comportamento dopo la partita con l’Austria. Entrato dalla panchina, Álvarez ha chiesto pubblicamente la cessione dall’Atlético Madrid, dando l’impressione di anteporre i suoi interessi a quelli della nazionale. Secondo indiscrezioni, queste frasi hanno favorito Lautaro, esempio opposto di abnegazione.
Del resto, è stato lo stesso Messi a indicare la via del collettivo. Ha preferito andare in panchina nell’ultima gara del girone per evitare rischi, rinunciando a inseguire record personali. Con questo gesto ha dimostrato che l’unico obiettivo è la vittoria del secondo Mondiale consecutivo, un’impresa che manca dai tempi del Brasile di Pelé nel 1962.
Paradossalmente, questa scelta ha fornito un assist a Lautaro, garantendogli l’opportunità di calciare e segnare un rigore importante contro la Giordania. Un’occasione che Messi, reduce da un errore dal dischetto, gli avrebbe altrimenti tolto. Il fato ha poi premiato il gesto del capitano, che ha segnato il suo sesto gol nel torneo e si prepara ad allungare la serie.






