NAPOLI – Bagnoli, la mancata bonifica, l’America’s Cup, certo. Ma non solo. Ieri a Coroglio in centinaia sono scesi in piazza contro una politica che non ascolta, contro una politica che tira dritto girandosi dall’altra parte rispetto alle rivendicazioni sociali, rispetto alle esigenze della gente. I lavori della futura base dell’America’s Cup sono presidiati dalle forze dell’ordine, così come l’area del corteo, che sfila pacifico. E urla.
Gli sfollati di Pozzuoli: «Vogliamo fatti»
Alzano la voce gli sfollati di Pozzuoli, ormai migliaia, che si sono uniti alla manifestazione contro l’evento e contro il progetto che ha lasciato la colmata lì dov’era. “Sono qui insiema agli altri sfollati del rione Artiano di Pozzuoli – spiega Rosario – scaricano le responsabilità tra loro. Mentre lo fanno, siasmo noi quelli che ci stanno rimettendo. Sono occupati a pensare all’America’s Cup e alla relativa speculazione miliardaria. Non pensano, invece, agli sfollati di Pozzuoli che ormai sono quasi 6mila. Il governatore Fico – aggiunge Rosario – ci incontrerà lunedì alle 15 a Palazzo Santa Lucia. Lo farà dopo le tante richieste che abbiamo fatto. Abbiamo manifestato il palazzo dell’Acer, ma lui era troppo impegnato, insieme al sindaco Manfredi, per incontrarci: ci ha fatto arrivare la notizia che era a Roma. Questa è la serietà dei politici”. Gli sfollati vogliono fatti. Vogliono poter tornare nelle loro case. “Lo stato di emergenza, la legge speciale, gli emendamenti bocciati, i decreti speciali: la burocrazia italiana ga solo perdere tempo, vuole scocciare la gente, ma noi siamo qui comunque a protestare e dare battaglia. E continueremo a farlo”, ha concluso Rosario che aveva accanto decine di sfollati dei Campi Flegrei.
La battaglia per la casa dei residenti di piazza Miraglia
A difendere la loro casa ci sono anche diversi residenti di piazza Miraglia, nel cuore di Napoli. “Siamo in emergenza abitativa in quanto viviamo da 12 anni in un palazzo di proporietà di un ordine religioso in cui vogliono costruire uno studentato privato per farci sostanzialmente un albergo – spiega Salvatore – Con i soldi del Pnrr vogliono farci uno studentato e sfrattare tante famiglie con bambini e persone anziani, persone socialmente fragili. Le istituzioni non ci hanno dato alcuna risposta e continuano ad etichettarci come abusivi. Non lo siamo, portiamo avanti una battaglia politica e abitativa. Abbiamo provato ad andare in pressing sul Comune per avere risposte e soluzioni alternative, ma l’unica cosa che sanno fare è scaricare le responsabilità”.
Due volti della città
E’ questo il senso di questo corteo. E’ questa la fotografia di questi giorni. Da un lato la sfavillante America’s Cup, con le istituzioni a sfilare facendo a gara a prendersene il merito. Dall’altro la gente comune, quella che i territori li vive, quella che i territori non vuole lasciarli. Quella che resta fuori dai palchi scintillanti. Quella che viene puntualmente ignorata. E che non ne può più.









