Medhi Benatia, ex difensore e capitano della nazionale marocchina, ha analizzato i fattori che hanno portato al recente successo del calcio nel suo paese. L’ex giocatore di Juventus e Roma ha descritto un modello basato sulla valorizzazione dei talenti e su strutture all’avanguardia.
Il cuore del progetto, secondo Benatia, è l’Accademia Mohammed VI di Salé, definita una struttura di primissimo livello. Da questo centro si sono formati giocatori come Ounahi, Aguerd ed En-Nesyri. L’approccio pone grande attenzione prima alla persona e poi al calciatore, coltivando una generazione di talenti che sta emergendo sia in patria che all’estero.
La federazione è stata abile a capitalizzare questa fioritura di giocatori, creando un sistema che funziona. Benatia ha citato il giovane Lamine Bouaddi, classe 2007, come un futuro campione dal valore potenziale di “cento milioni”, e ha indicato il difensore centrale Ait Boudlal, classe 2006 del Rennes, come il prossimo grande talento destinato a emergere.
Per quanto riguarda la nazionale maggiore, l’ex difensore ha evidenziato l’ottima tecnica e la grande applicazione difensiva come punti di forza. Tuttavia, ha sottolineato la necessità di migliorare il cinismo in area di rigore per capitalizzare le occasioni create, un aspetto fondamentale per poter ripetere l’exploit della semifinale mondiale del 2022.
Benatia ha elogiato diversi giocatori. Ha definito Achraf Hakimi al livello dei più grandi terzini della storia come Cafu e Maicon, evidenziando la sua eccezionale capacità realizzativa. Riguardo a Brahim Diaz, ha notato un momento di forma meno brillante, suggerendo che forse patisca la mancanza del gol, ma ne ha comunque lodato la capacità di creare assist e la visione di gioco. Ha parlato anche di Oussama El Aynaoui, un giocatore che aveva cercato di portare al Marsiglia e che, a suo dire, avrebbe meritato più spazio alla Roma.
L’ex bianconero ha espresso grande dispiacere per l’assenza dell’Italia dalle competizioni maggiori, sottolineando un divario qualitativo negli attaccanti rispetto ad altre nazionali come la Francia. Ha però mostrato fiducia nel futuro della Juventus, promuovendo il nuovo assetto dirigenziale.
Ha definito l’accoppiata formata da Giorgio Chiellini e Giovanni Carnevali come “la formazione perfetta” per la rinascita del club. Secondo Benatia, Chiellini incarna la storia e i valori della Juventus, mentre Carnevali è un dirigente esperto e capace di prendere le decisioni giuste.
Infine, interrogato su un possibile ritorno nel mondo del calcio giocato, Benatia ha dichiarato di non sentire la mancanza del campo. Si è detto felice della sua carriera e soddisfatto di seguire il calcio da spettatore, senza avere al momento un ruolo attivo dopo l’esperienza dirigenziale al Marsiglia.





