Il Benfica Campus a Seixal è diventato un punto di riferimento europeo per la produzione di talenti calcistici. Molti giocatori, come Rúben Amorim, Gonçalo Ramos e Diego Moreira, sono cresciuti nel vivaio del club portoghese prima di affermarsi in altri campionati.
Il centro sportivo è una struttura all’avanguardia dotata di nove campi da calcio, di cui tre in erba sintetica, e un edificio con 86 camere per ospitare il settore giovanile. La dotazione include anche due palestre, 28 spogliatoi, due auditorium e aree benessere con piscine e saune.
Negli ultimi dieci anni, il Benfica ha incassato oltre 600 milioni di euro dalla vendita di calciatori cresciuti nella sua accademia. L’operazione più redditizia è stata la cessione di João Félix all’Atlético Madrid per 126 milioni di euro.
Cifre significative sono arrivate anche dai trasferimenti di Rúben Dias al Manchester City (71 milioni), João Neves e Gonçalo Ramos al PSG (rispettivamente per 66 e 65 milioni più bonus), Victor Lindelöf al Manchester United e Renato Sanches al Bayern Monaco (entrambi per 35 milioni).
Tomás Araújo, difensore che ha vinto la Youth League 2021-22 con la maglia del Benfica, ha raccontato la sua esperienza. “Sono al Benfica da quando avevo 14 anni e arrivare in prima squadra è un sogno che è diventato realtà. Ogni ragazzo che entra qui punta a questo traguardo”.
Il giocatore ha sottolineato l’importanza dei modelli di riferimento e delle relazioni umane: “Le amicizie costruite all’interno dell’Academy resteranno per tutta la vita. L’aspetto professionale è importantissimo, ma è quello umano ad aver lasciato il segno più profondo”.
Guilherme Muller, responsabile del vivaio, ha svelato la strategia del club: “Vedere un ex giocatore del settore giovanile avere successo è la dimostrazione che il nostro percorso funziona. I 600 milioni sono una conseguenza, non un obiettivo. La missione non è vendere, ma far crescere i giocatori per la prima squadra”.
L’organizzazione si basa su due pilastri: ‘hardware’ e ‘software’. L’hardware è rappresentato dalle infrastrutture, come il Benfica Campus e i sei centri di formazione nel Paese. Il ‘software’ è costituito dalle persone e dalla metodologia.
Al centro di tutto c’è la piattaforma “Formar à Benfica”, un quadro di riferimento dettagliato che definisce il modello di gioco e il profilo ricercato. Nella selezione, il club valuta il potenziale e non solo le prestazioni attuali del giovane. Un dipartimento di psicologia supporta inoltre giocatori e famiglie per gestire le aspettative.
Oggi il percorso agonistico del Benfica conta circa 600 giovani. L’obiettivo rimane invariato: portare almeno due giocatori all’anno in prima squadra, fornendo loro tutti gli strumenti necessari per cogliere l’occasione al momento giusto.





