Binaghi: la vittoria di Sinner è una consacrazione

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Sport tennis
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A seguito del secondo successo consecutivo di Jannik Sinner a Wimbledon, il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, ha espresso grande soddisfazione e consapevolezza. Secondo il presidente, questa vittoria rappresenta la “definitiva consacrazione” di Sinner come numero uno del mondo, un risultato diverso rispetto al primo trionfo sull’erba londinese.

“Questa è diversa per quello che è successo a Parigi, è diversa perché arriva per la seconda volta consecutiva, quindi è quella della consapevolezza”, ha spiegato Binaghi. Ha inoltre aggiunto che Sinner sta crescendo e maturando anche nei rapporti con il mondo esterno, sottolineando come un anno trascorso a questi livelli valga molto di più di una vita normale.

Per il presidente federale, quando Sinner gioca al suo massimo livello, non esistono avversari in grado di impensierirlo. “Se tutto va come deve andare, se non ci sono cataclismi, malori o situazioni al limite, non ce n’è per nessuno”, ha affermato con sicurezza.

Anche di fronte a un avversario come Zverev, apparso in grande forma durante la finale, Binaghi ritiene che la superiorità di Sinner sia stata evidente. “Se uno Zverev così non lo ha battuto, quando mai ci riuscirà? Credo che solo un mostro come Jannik potesse farcela”.

L’analisi della finale si è concentrata su un momento chiave: il secondo set. Binaghi lo ha definito “stellare”, il punto in cui Sinner ha ribaltato l’incontro. “È lì che ha conquistato un set incredibile, superando uno Zverev che giocava libero anche il diritto e che serviva in modo perfetto, con l’86% di prime”.

Secondo il presidente, il match è racchiuso interamente in quel parziale. Nonostante un’occasione non sfruttata da Jannik nel primo set, Binaghi ha sostenuto che in condizioni normali, giocando a quel livello, “vince 3 set a zero con chiunque”.

Ripensando al percorso di Sinner nel torneo, Binaghi ha ammesso di aver sofferto durante il primo match contro Kecmanovic, a causa di una partenza non brillante del tennista italiano. La situazione era resa particolare dal lungo stop dopo Parigi e dalla preparazione saltata su erba.

“Jannik ha gestito anche queste iniziali difficoltà al meglio”, ha commentato. Anche l’incontro con Struff è stato giudicato “molto pericoloso”, perché l’avversario stava giocando bene e Sinner non era ancora al massimo della forma.

Infine, il presidente della FITP ha chiarito il suo approccio nel rapporto con l’atleta, spiegando perché ha preferito non contattarlo prima della finale. “Sono un presidente modesto, ex giocatore, so quanto i dirigenti possano rompere le scatole e cosa non devono fare”, ha dichiarato.

“Il nostro lavoro di dirigenti va svolto dietro le quinte. In campo c’era un grande campione, con il suo staff che è il migliore del mondo e la sua famiglia. La mia è una presenza simbolica, per portargli l’affetto di tutta la comunità tennistica italiana, che continua a crescere grazie a lui”.

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