In un mercato estivo in cui i club di Premier League hanno superato i 4 miliardi di euro in spese, una società si è distinta ancora una volta per la sua gestione oculata. Il Brentford, guidato dal proprietario e pioniere dei dati Matthew Benham, ha infranto il proprio record di trasferimento per assicurarsi Mamadou Sangaré per poco meno di 50 milioni di euro.
L’operazione ha subito dimostrato di poter essere un investimento strategico. Al suo debutto contro il Tottenham, il centrocampista maliano ha impiegato solo novanta minuti per conquistare tifosi e critica, servendo un assist e dominando il campo. L’entusiasmo è stato tale che i tifosi gli hanno dedicato un coro sulle note di Whitney Houston.
La stampa inglese, come The Athletic, ha definito la sua prestazione “impressionante”, sottolineando come abbia surclassato giocatori pagati il doppio. Il suo mix di qualità fisiche e tecniche lo ha già etichettato come un centrocampista completo e come l’ennesima “gemma nascosta” scoperta dal club.
Ma il percorso del giocatore, soprannominato in gioventù “La Gauche Magique” per il suo piede sinistro, non è stato lineare. Originario di Bamako, è cresciuto in uno dei più prestigiosi centri di formazione del Mali, lo Yeelen Olympique. Il suo ex tecnico lo ha descritto come un talento puro, un numero 10 creativo che però “non amava sporcarsi la divisa”.
A 18 anni è stato ingaggiato dal Red Bull Salisburgo, ma il club austriaco non lo ha ritenuto subito pronto. Sangaré ha affrontato un difficile periodo di adattamento alla cultura e al calcio europeo, venendo mandato in prestito per ben quattro volte. È stata l’esperienza all’Hartberg ad attirare l’attenzione del Rapid Vienna.
Nella capitale austriaca, a 22 anni, è finalmente avvenuta la sua esplosione. I dirigenti del Rapid sono rimasti colpiti non solo dalla sua abilità tecnica e dalla sua fame di miglioramento, ma anche dalla sua umiltà. Lì ha completato la sua trasformazione in un moderno centrocampista “box-to-box”, efficace sia in fase offensiva che difensiva.
Le sue prestazioni hanno convinto il Lens a investire 8 milioni di euro per portarlo in Ligue 1. In Francia ha raggiunto la piena maturità, diventando un pilastro della squadra che ha conteso il titolo al Paris Saint-Germain. Le statistiche della scorsa stagione lo hanno consacrato come uno dei migliori recupera-palloni d’Europa.
Nonostante l’interesse di club più blasonati, ha scelto il Brentford come passo successivo. Esperti, come il suo ex ct Tom Saintfiet, hanno elogiato la decisione, definendo il club inglese ideale per valorizzare talenti e prevedendo per lui un futuro ai vertici del calcio mondiale.
In un’epoca di trasferimenti superiori ai 100 milioni di euro, l’investimento del Brentford appare già come un affare. Come ha scritto la stampa, il club sembra aver “sostituito Jordan Henderson con N’Golo Kanté”, trovando un giocatore che unisce forza, intelligenza tattica e qualità tecnica.






