Brexit, Tajani: “Ue pronta ad ascoltare ma l’accordo non si cambia”

Le dichiarazioni del presidente del Parlamento Europeo, intervistato dal Corriere della Sera

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse 26-02-2018 Roma Politica Tempio di Adriano. Presentazione del libro di Luciano Fontana: "Un paese senza leader" Nella foto Antonio Tajani Photo Fabio Cimaglia / LaPresse 26-02-2018 Roma (Italy) Politic Tempio di Adriano. Presentation of Luciano Fontana's book: "A country without a leader" In the pic Antonio Tajani

ROMA (LaPresse)“L’accordo sulla Brexit è stato negoziato e raggiunto dopo molti mesi. Se ora la premier May, di cui abbiamo apprezzato il lavoro, ha dei ripensamenti, poiché non crede di avere alcuna chance di passare ai Comuni, l’Unione Europea è pronta ad ascoltare le sue ragioni e le sue eventuali richieste, per capire quali sono le ‘concessioni’ di cui ha parlato”. Lo afferma Antonio Tajani, presidente del Parlamento Europeo, intervistato dal Corriere della Sera.

Brexit, l’accordo con il Regno Unito non cambierà

E prosegue: “Ma sul fondo l’intesa non può che rimanere quella, nella sostanza non ci sono margini di manovra o supplementi di trattativa possibili. Come ha sottolineato più volte il nostro negoziatore Michel Barnier, se vogliono la Brexit, l’accordo è sul tavolo. Se il governo britannico ha bisogno di più tempo, non mi pare un problema. Noi per esempio al Parlamento europeo avevamo in calendario un dibattito sulla Brexit. Ora, alla luce dell’annuncio della premier May, c’è una maggioranza orientata a rinviarlo in attesa degli sviluppi”.

L’analisi del presidente Tajani

“In Irlanda del Nord si tratta di salvaguardare alcune cose ben precise: il rispetto del Good Friday Agreement, che garantisce la pace tra cattolici e protestanti e la certezza che tutte le merci che entrano in Irlanda siano conformi agli standard sanitari, di sicurezza e di qualità previsti dalla legislazione comunitaria – aggiunge – Non possiamo permettere che l’Irlanda del Nord diventi la porta d’ingresso nel mercato unico di prodotti che non tutelano la salute dei nostri consumatori e fanno concorrenza sleale alle imprese europee. Penso alla carne con ormoni proveniente dagli Usa o ai prodotti cinesi esportati grazie al dumping”.

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