Buia (Ance): “Il Codice appalti non ha funzionato. Delrio venga in cantiere”

Sì all'albo dei commissari di gara e la qualificazione delle stazioni appaltanti

Richard Morgano - LaPresse

ROMA (LaPresse)“Siamo stanchi di sterili polemiche sul Codice appalti che vedono i costruttori come unici detrattori di questa riforma”. Dichiara il Presidente dell’Ance, Gabriele Buia. “L’ex ministro Delrio sa bene che l’Ance ha sposato sin da subito i principi della legge delega sul Codice, approvata dal Governo Renzi. Legge “che doveva introdurre nel mercato dei lavori pubblici criteri di efficienza e di trasparenza. Cosa che non è ancora avvenuta. Tant’è che lo stesso legislatore è dovuto intervenire più volte. Concedendo numerose deroghe al Codice per riuscire a realizzare le opere in tempo utile”.

La macchina amministrativa italiana è, forse, il più grande problema

Inoltre, l’inefficienza della macchina amministrativa è il vero male “di questo Paese che abbiamo tutti il dovere di combattere. Senza cercare facili capri espiatori”. Così prosegue Buia che aggiunge: “Per capire quante e quali difficoltà un imprenditore edile deve affrontare invito l’On. Delrio a trascorrere qualche giorno insieme a me in cantiere”. E’ dunque parere condiviso da tutta la filiera delle costruzioni, dagli amministratori pubblici e dalla stessa Anac, continua il Presidente Ance, “che alcuni istituti del Codice debbano essere rivisti per evitare le distorsioni e le inefficienze che si sono riscontrate negli ultimi due anni e che altri debbano essere velocemente attuati. Tra cui l’albo dei commissari di gara e la qualificazione delle stazioni appaltanti. Altri ancora riteniamo che vadano profondamente ripensati per evitare ulteriori disfunzioni”.

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