Arrivano notizie rassicuranti sulle condizioni di Yael Trepy. L’attaccante del Cagliari, vittima di un grave incidente domestico, è uscito dal coma farmacologico e ha mostrato significativi miglioramenti. Il giovane calciatore ha ripreso a respirare autonomamente, senza il supporto dell’ossigeno, e ha ricominciato a bere e mangiare.
I sanitari dell’ospedale SS. Annunziata di Sassari, dove è ricoverato in terapia intensiva, hanno confermato l’assenza di deficit neurologici evidenti, sebbene il paziente necessiti ancora di osservazione. Stefania Milia, direttrice del reparto, ha sottolineato l’importanza della tempestività dei soccorsi. “L’equipe ha provveduto all’intubazione in un quadro critico, a causa della copiosa presenza di acqua nei polmoni. Non abbiamo rilevato alcuna altra sostanza”, ha precisato la dottoressa, aggiungendo che il percorso di recupero proseguirà con il graduale trasferimento in un reparto più idoneo.
Serafinangelo Ponti, direttore generale dell’Aou di Sassari, ha parlato di una “storia a lieto fine”, frutto dell’eccellente lavoro di tutta la sanità sarda. Ha elogiato l’intera filiera, dal primo soccorso degli operatori dell’Areus fino al personale medico e infermieristico dell’ospedale, il cui contributo è stato cruciale per salvare una vita.
Il presidente del club, Tommaso Giulini, ha ricostruito la dinamica dell’incidente durante una conferenza stampa. Trepy si sarebbe addormentato al sole per alcune ore con il telefono sul petto. Una volta in piscina, sarebbe scivolato dalla parte bassa a quella dove non toccava. Non sapendo nuotare, e complice probabilmente un’insolazione, è stato colto dal panico.
“Lo hanno trovato a pancia in giù, privo di conoscenza”, ha raccontato Giulini. Una ragazza presente ha dato l’allarme, permettendo a un compagno e a un ex compagno di intervenire immediatamente per tirarlo fuori dall’acqua. Il presidente ha ribadito la fondamentale rapidità dei soccorsi, arrivati in meno di cinque minuti.
È stato inoltre confermato che nella villa, affittata dai ragazzi, non vi erano sostanze alcoliche o stupefacenti, come accertato anche dagli esami medici. La madre del giocatore, in costante contatto con la dirigenza, ha riferito che il figlio non ricorda nulla dell’accaduto. Il club ha espresso profonda gratitudine a tutto il personale medico e ai soccorritori che hanno reso possibile questo esito positivo.





