Caldo estremo: danni cognitivi per gli animali

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Cognizione animale
Cognizione animale

Recenti studi hanno iniziato a indagare con crescente preoccupazione la relazione tra le ondate di afa e le capacità cognitive della fauna. L’ultimo esperimento in ordine di tempo ha coinvolto il garrulo bicolore, un piccolo uccello sudafricano, fornendo prove allarmanti su come il surriscaldamento globale stia compromettendo non solo la salute fisica, ma anche quella mentale di innumerevoli specie.

Il team della University of Western Australia ha condotto un test illuminante. Alcuni esemplari di garrulo sono stati messi di fronte a una ciotola di cibo, separata da uno schermo di plastica trasparente. Durante le giornate con temperature miti, gli uccelli hanno impiegato pochissimo tempo per capire come aggirare l’ostacolo e raggiungere la ricompensa.

Nelle giornate più torride, invece, le loro abilità di risoluzione dei problemi sono crollate. La maggior parte degli esemplari ha continuato a beccare insistentemente contro lo schermo, incapace di elaborare la semplice soluzione alternativa. Questo rallentamento cognitivo rappresenta un grave handicap per la sopravvivenza.

Il caso del garrulo non è isolato. Molteplici osservazioni hanno dimostrato che, quando il termometro sale, numerosi volatili cantano meno, dedicano meno energie all’approvvigionamento di cibo e trascurano la cura dei loro pulcini. Gran parte della loro giornata viene spesa nel tentativo di dissipare il calore, ansimando a becco aperto o tenendo le ali spiegate.

Anche per i mammiferi terrestri le conseguenze sono severe. Molti cercano riparo in tane o anfratti per sfuggire all’afa, perdendo però tempo prezioso che avrebbero potuto dedicare all’alimentazione o alla riproduzione. Altre ricerche hanno collegato le alte temperature a un aumento dell’aggressività nei cani e nei camosci, e persino a deficit di memoria nei topi.

Queste scoperte, per quanto inquietanti, non sono del tutto una novità, poiché ricalcano dinamiche già osservate nell’uomo. Studi risalenti al XIX secolo avevano già ipotizzato una correlazione tra le ondate di calore e un aumento dei crimini violenti. Analisi più recenti hanno confermato questi legami, estendendoli anche ad altri comportamenti negativi come l’abuso di armi da fuoco e il gioco d’azzardo.

L’evidenza è ormai chiara: tutti gli esseri viventi soffrono quando le temperature superano la soglia di tollerabilità, e non solo a livello fisico. Le sempre più frequenti e intense ondate di afa stanno letteralmente rendendo molte specie meno lucide, più irritabili e più esposte a malattie e denutrizione.

Finora l’attenzione si è concentrata principalmente sugli effetti fisiologici del riscaldamento climatico sul mondo animale. È giunto il momento di considerare con altrettanta serietà i profondi danni che sta infliggendo alla loro salute mentale.

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