Capodogli: un parto assistito tra più famiglie

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Parto collettivo
Parto collettivo

I capodogli, giganti degli oceani, sono creature notoriamente difficili da studiare. Trascorrono la maggior parte della loro esistenza in mare aperto e a grandi profondità, rendendo l’osservazione diretta un’impresa ardua, specialmente durante i momenti più delicati come l’accoppiamento e lo svezzamento dei piccoli.

Per queste ragioni, essere riusciti a filmare la conclusione di una gravidanza rappresenta un evento scientifico di portata eccezionale. Uno studio pubblicato sulla rivista Science ha analizzato dei filmati, ottenuti tramite droni, che documentano un altissimo grado di coordinazione sociale tra adulti appartenenti a famiglie diverse, uniti per garantire il successo della nascita e la sopravvivenza del neonato.

I capodogli vivono in gruppi matriarcali chiamati ‘pod’, composti solitamente da una femmina e dalla sua prole. I maschi adulti, invece, tendono a condurre una vita solitaria. Sebbene i singoli pod non vivano in completo isolamento e siano state già osservate forme di collaborazione, la dinamica registrata ha svelato un livello di socialità del tutto nuovo.

Il momento del parto è il più critico nella vita di questi cetacei. I piccoli, appena venuti al mondo, necessitano di un supporto immediato da parte degli adulti per essere spinti verso la superficie e compiere il loro primo respiro. Finora, la conoscenza di questi eventi si basava su rare e frammentarie osservazioni.

L’impresa è riuscita a un team di ricerca del Project CETI, che nel 2013 ha filmato l’evento. Grazie a successive analisi del materiale video, condotte con l’ausilio di algoritmi di machine learning, è emerso un dato fondamentale: assistere una femmina durante la gestazione è uno sforzo collettivo che travalica i legami di parentela.

Nel filmato analizzato si vedono chiaramente undici capodogli, appartenenti a due gruppi familiari distinti e non imparentati tra loro. Questi esemplari si sono avvicinati alla femmina in procinto di partorire, l’hanno accompagnata verso la superficie e l’hanno circondata in una sorta di formazione protettiva.

La femmina ha quindi iniziato il travaglio, durato 34 minuti. Subito dopo l’espulsione del piccolo, gli altri capodogli si sono attivati in una coreografia di assistenza perfettamente coordinata. Si sono presi cura del neonato, sollevandolo e spingendolo dolcemente verso la superficie per aiutarlo a respirare, mentre la madre recuperava le forze.

Queste immagini dimostrano una coordinazione estrema tra individui di famiglie diverse, riunitisi appositamente per questo scopo. Una volta che il piccolo è apparso stabile, gli esemplari non imparentati si sono allontanati per tornare alle proprie attività. Questo comportamento è una testimonianza straordinaria della complessità delle relazioni sociali dei capodogli, che si estendono ben oltre i semplici legami di sangue.

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