Chocolate Farm, nessuna contaminazione: dissequestrato lo stabilimento

I controlli di NAS e ASL escludono irregolarità nei prodotti pasquali. La relazione tecnica dell’entomologo: “Nessuna prova che l’eventuale infestazione sia avvenuta durante la produzione”.

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Foto Guido Calamosca/LaPresse 16-03-2023

Nessuna contaminazione riscontrata, nessuna irregolarità nel ciclo produttivo e dissequestro dello stabilimento con immediata ripresa delle attività. È questo l’esito delle verifiche effettuate dai NAS e dalla ASL sulla Chocolate Farm S.r.l., azienda dolciaria con sede a Cervinara, finita nei giorni scorsi al centro di una forte esposizione mediatica dopo la diffusione sui social di immagini che mostravano la presunta presenza di insetti all’interno di alcuni prodotti pasquali.

Gli accertamenti eseguiti dalle autorità competenti hanno escluso alterazioni microbiologiche, corpi estranei o contaminazioni nei prodotti dell’azienda. Un quadro che ridimensiona drasticamente le accuse circolate online e che ha portato al dissequestro dello stabilimento produttivo, consentendo la regolare ripresa dell’attività.

A contribuire a fare chiarezza sulla vicenda è anche la relazione tecnica dell’entomologo Enzo Moretto, incaricato di valutare le immagini diffuse sul web. Lo stesso esperto evidenzia come l’analisi sia stata condotta esclusivamente su due fotografie, senza poter esaminare direttamente il prodotto, il confezionamento o le condizioni di conservazione. Per questo motivo, viene specificato che non è possibile identificare con certezza la specie degli insetti né stabilire quando e dove sia avvenuta l’eventuale infestazione.

Un passaggio centrale della valutazione riguarda proprio l’impossibilità di attribuire il fenomeno alla fase produttiva. Secondo il parere tecnico, infatti, situazioni di questo tipo possono verificarsi anche dopo il confezionamento, ad esempio in presenza di micro-perforazioni o di condizioni ambientali favorevoli allo sviluppo di infestazioni successive.

Nonostante gli esiti delle verifiche ufficiali, il caso ha continuato ad alimentare discussioni e polemiche sui social network, dove la vicenda è rapidamente diventata oggetto di indignazione collettiva. Un meccanismo ormai frequente: immagini e sospetti si diffondono in pochi minuti, mentre gli accertamenti tecnici richiedono tempi più lunghi.

Per la Chocolate Farm il danno, nel frattempo, resta significativo, soprattutto sul piano reputazionale e commerciale, aggravato dal fatto che la vicenda è esplosa nel pieno del periodo pasquale, strategico per il settore dolciario.

La vicenda riporta così al centro il tema della responsabilità nell’informazione e nell’utilizzo dei social: il diritto di segnalare resta fondamentale, ma altrettanto importante è attendere l’esito delle verifiche prima di trasformare un sospetto in una condanna pubblica.

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