Cilento: confermata popolazione di farfalla minacciata

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Farfalla rara
Farfalla rara

L’Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni ha annunciato la conferma di una popolazione stabile di Papilio alexanor, una delle farfalle più rare e minacciate in Europa. I dati raccolti durante i recenti monitoraggi hanno dimostrato il ruolo del territorio come corridoio ecologico fondamentale per la sopravvivenza della specie.

Questo risultato è un importante successo per la ricerca scientifica. La presenza della Papilio alexanor è stata documentata grazie a un’articolata attività di studio, coordinata dalla dottoressa Valentina Todisco (Università di Salisburgo) in collaborazione con il dottor Maurizio Bollino (Museo di Storia Naturale del Salento) e l’ufficio conservazione dell’Ente Parco.

Questa sinergia tra mondo accademico e gestione territoriale ha permesso di censire una specie che, nel resto d’Italia, ha una distribuzione molto frammentata. La conferma del nucleo stabile è quindi un evento di grande rilevanza scientifica.

La Papilio alexanor è rigorosamente protetta da normative internazionali e comunitarie, come la Direttiva Habitat dell’UE. La sua sopravvivenza dipende dalla conservazione di specifici ecosistemi aridi e rocciosi, dove crescono le piante nutrici dei suoi bruchi. Il suo ciclo vitale la rende molto vulnerabile alle alterazioni ambientali.

Le principali minacce sono il collezionismo illegale, che sottrae individui preziosi, e gli incendi boschivi. I roghi, in particolare, possono distruggere intere generazioni colpendo la specie nelle sue fasi più delicate, come uovo, bruco o crisalide.

Con la conferma di questo nucleo, il censimento delle farfalle nel territorio del Parco ha raggiunto le 100 specie. Questo dato sottolinea l’eccezionale ricchezza di biodiversità dell’area e l’efficacia delle politiche di tutela degli habitat implementate dall’Ente, che si conferma un laboratorio a cielo aperto per lo studio della natura.

Il monitoraggio scientifico proseguirà nei prossimi mesi per definire con precisione le aree di nidificazione all’interno dei siti della Rete Natura 2000. L’obiettivo è garantire la continuità dei processi ecologici necessari alla conservazione della fauna minore.

L’Ente Parco ha ribadito il proprio impegno nella difesa della biodiversità, elemento cardine dell’identità e del valore scientifico del territorio.

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