Collovati: “Beccalossi meritava il Mondiale dell’82”

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Cronache sport calcio
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Fulvio Collovati ha ricordato Evaristo Beccalossi, un amico oltre che un compagno di squadra. Hanno condiviso lo spogliatoio dell’Inter per due stagioni, tra il 1982 e il 1984, dopo essersi affrontati come avversari in numerosi derby milanesi. Un rapporto fatto di scontri duri in campo, ma anche di grandi sorrisi e scherzi fuori.

Collovati ha descritto “il Becca” come uno degli ultimi, grandi numeri 10, un giocoliere che amava tenere il pallone tra i piedi e che in campo si dimostrava esigente e competitivo. Un calciatore di talento purissimo, che si arrabbiava se non riceveva la palla al momento giusto.

Fuori dal rettangolo di gioco, la sua personalità era completamente diversa. Una volta varcata la soglia dello spogliatoio, Beccalossi si trasformava in un giocherellone dal carattere solare, capace di risollevare il morale del gruppo anche dopo una sconfitta. Mentre Collovati ammetteva di rimuginare a lungo dopo una partita persa, l’amico sapeva sempre come sdrammatizzare.

Le sue battute erano celebri, come quando disse: “Per fortuna che noi calciatori non siamo pagati per i chilometri che corriamo, altrimenti avrei fatto una vita di stenti”. Era inoltre il re indiscusso dei “gavettoni”, le secchiate d’acqua gelata tirate ai compagni per scherzo.

Collovati ha ricordato con un sorriso anche i duelli vissuti da avversario, in particolare il derby in cui Beccalossi realizzò una famosa doppietta che mise in grande difficoltà la difesa del Milan. Un talento che, quando era in giornata, diventava semplicemente immarcabile.

Uno dei più grandi rimpianti, secondo l’ex difensore, resta la sua mancata convocazione per il Mondiale del 1982. Collovati ha sottolineato come, pur comprendendo le scelte del commissario tecnico Enzo Bearzot e la forte concorrenza nel ruolo con un fuoriclasse come Giancarlo Antognoni, il talento di Beccalossi avrebbe meritato un posto in quella rosa.

Nonostante l’assenza di quel trionfo mondiale, la sua carriera resta iconica. “È diventato il simbolo di un intero popolo”, ha spiegato Collovati, un traguardo che per un calciatore ha un valore quasi pari a quello di una Coppa del Mondo.

Questa amicizia fatta di stima e ironia è proseguita anche lontano dai campi, negli studi televisivi. Le loro discussioni accese sul calcio erano frequenti, ma si concludevano sempre con una risata una volta spenti i microfoni. A testimonianza del suo spirito, Collovati ha raccontato di un derby di beneficenza in cui Beccalossi simulò un fallo per ottenere un rigore decisivo, ridendo sotto i baffi. Per la maglia dell’Inter, ha concluso, “avrebbe fatto di tutto, sempre e dovunque”.

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