Il Como si prepara alla Champions League, un traguardo raggiunto con tre anni di anticipo rispetto ai piani societari. Lo ha confermato il presidente Mirwan Suwarso, sottolineando come questo successo accelererà i progetti di crescita del club lariano. All’inizio della stagione, l’obiettivo era un piazzamento di metà classifica, ma le prestazioni della squadra hanno convinto la dirigenza a puntare più in alto.
La strategia, tuttavia, non cambierà. Il club continuerà a perseguire un modello di sviluppo sostenibile, senza farsi travolgere dalla tentazione di spese eccessive per mantenere lo status europeo. La qualificazione è stata ottenuta seguendo un percorso preciso e l’intenzione è di mantenerlo per costruire un futuro solido e duraturo.
Le sfide immediate sono due. La prima riguarda lo stadio Sinigaglia, che deve essere adeguato ai parametri UEFA. Il presidente ha espresso fiducia sulla possibilità di completare i lavori in tempo per l’inizio della stagione europea, forte dell’esperienza passata con l’adeguamento per la Serie A.
Il secondo nodo da sciogliere è la composizione della rosa. Le regole UEFA impongono un numero minimo di giocatori cresciuti in Italia, un requisito che il Como deve ancora soddisfare. Suwarso ha spiegato la difficoltà di trovare sul mercato italiano profili adatti allo stile di gioco della squadra, ma ha assicurato che la società sta cercando le giuste opportunità. Per quanto riguarda i giocatori del vivaio, l’Academy è attiva solo da tre anni ma ha già prodotto dieci convocati nelle nazionali giovanili.
In tema di mercato, il presidente si è soffermato su Nico Paz, definendolo uno dei migliori giocatori della sua generazione. Il talento è di proprietà del Como, ma il Real Madrid detiene un diritto di riacquisto. “Se fossi il Real, me lo riprenderei di corsa”, ha ammesso Suwarso, riconoscendo l’incredibile crescita del giocatore in prestito.
La guida tecnica e strategica è affidata a un “football board” allargato, di cui Cesc Fàbregas è la figura chiave, definito il “Ceo calcistico”. Le decisioni vengono prese collegialmente, seguendo il DNA del club che lo stesso Fàbregas ha contribuito a costruire. Il mercato sarà dunque al servizio della sua visione tattica, con l’acquisto di giocatori funzionali al sistema di gioco.
Guardando al futuro, l’ambizione non manca. L’approccio del Como è giocare per vincere ogni partita, una mentalità che, per estensione, punta a competere per ogni trofeo. L’obiettivo finale è la sostenibilità finanziaria, da raggiungere entro due anni, riducendo la dipendenza dal calciomercato e aumentando i ricavi delle operazioni non calcistiche. Entro il 2028, la speranza è di poter fare grande affidamento sui talenti cresciuti in casa.




