Copyright, Bergamini: “Di Maio difende le multinazionali del web”

La deputata di Forza Italia si esprime sul rinvio della riforma europea sul diritto d'autore

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse 10-07-2014 Roma Forza Italia. Conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa "Al centro, a destra, in alto" Nella foto Deborah Bergamini Photo Fabio Cimaglia / LaPresse 10-07-2014 Roma (Italy) Forza Italia. Press conference for the presentation of the "Al Centro, a Destra, in Alto" In the photo Deborah Bergamini

ROMA (LaPresse)Deborah Bergamini, deputata di Forza Italia, commenta la linea di governo adottata da Luigi Di Maio e Matteo Salvini sul tema del copyright. La democrazia digitale è un’utopia e i grillini, con la piattaforma Rousseau, lo hanno ampiamente dimostrato. Proprio Di Maio & Co., invece di schierarsi a difesa della creatività e del diritto d’autore che rappresenta il 4,5 per cento del pil europeo e dà lavoro a 12 milioni di cittadini europei, hanno preferito difendere le multinazionali del web“. Così in una nota la deputata e vice presidente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni alla Camera.

Il rinvio della riforma sul copyright segna una sconfitta

In Italia, significa ignorare un milione di lavoratori impegnati in questo settore che continueranno a subire il giogo dei mega monopoli della rete. Il rinvio della riforma Ue sul copyright ha segnato una pesante sconfitta nella battaglia culturale per la tutela del diritto d’autore. Un duro colpo per artisti, giornalisti, cantanti i cui diritti sono stati calpestati dalla pressione delle lobby del web. E giustamente denunciata oggi dal Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani“.

La proposta di Bergamini per il web sostenibile

Conclude la deputata azzurra: “La rivoluzione digitale ha portato vantaggi incalcolabili a tutti noi. Ma sappiamo che in cambio paghiamo un prezzo altissimo mettendo la nostra identità e i nostri dati privati a disposizione di terzi. In modo tutt’altro che trasparente. Per questo motivo rinnovo alle forze di maggioranza la mia proposta di istituire una Commissione d’inchiesta sui Big Data. Che vada nella direzione di garantire un web più giusto e sostenibile con regole che però valgano per tutti. Invece di danneggiare le imprese italiane favorendo gli interessi dei più forti“.

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