È stato presentato il rapporto ‘Foreste in Comune’, la prima indagine socio-economica dedicata al patrimonio forestale di proprietà dei comuni italiani. Il progetto, promosso da PEFC Italia (Programme for Endorsement of Forest Certification), ha visto la collaborazione di importanti realtà come Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani), Legambiente e il Consorzio Caire.
L’analisi ha svelato che il valore complessivo di queste aree supera i 90 miliardi di euro. Questa cifra non si riferisce unicamente al valore del legname, ma include un’ampia gamma di ‘servizi ecosistemici’ che i boschi forniscono gratuitamente alla collettività. Si tratta di un patrimonio immenso, spesso sottovalutato, che rappresenta una risorsa strategica per il futuro del territorio nazionale.
Tra i principali benefici quantificati, spicca la capacità di assorbire anidride carbonica, un fattore cruciale nella lotta al cambiamento climatico. Le foreste comunali contribuiscono in modo significativo alla stabilità idrogeologica, prevenendo frane e smottamenti, e rappresentano scrigni di biodiversità, ospitando innumerevoli specie animali e vegetali.
Il rapporto ha evidenziato come la gestione di queste aree generi un indotto economico rilevante, legato non solo alla filiera del legno, ma anche al turismo sostenibile, alla raccolta di prodotti non legnosi come funghi e tartufi, e alle attività ricreative. Questi boschi sono luoghi di aggregazione sociale, di benessere psicofisico e di identità culturale per le comunità locali.
Tuttavia, lo studio ha fatto emergere anche delle criticità. Molti comuni, soprattutto i più piccoli, non dispongono delle risorse economiche e delle competenze tecniche necessarie per una gestione forestale attiva e sostenibile. Spesso, il potenziale di queste aree rimane inespresso, con rischi legati all’abbandono e al degrado.
L’obiettivo del rapporto, quindi, non è solo fotografare la situazione attuale, ma fornire uno strumento concreto ai sindaci e agli amministratori per valorizzare questo patrimonio. Gli autori dell’indagine hanno lanciato un appello alle istituzioni affinché supportino i comuni con politiche mirate, incentivi e percorsi di formazione. Investire nella gestione sostenibile delle foreste comunali significa creare occupazione, proteggere l’ambiente e migliorare la qualità della vita dei cittadini, trasformando un bene pubblico in un motore di sviluppo durevole.
















