Decreto Dignità, alla Camera oltre 400 emendamenti. Di Maio: “Nessun favore alle lobby, solo ai cittadini”

Il ministro del lavoro impegnato anche a decifrare il destino dell'Ilva: "Non ho fretta di assegnare al primo compratore"

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse 30-07-2018 Roma Politica Camera dei Deputati. Discussione generale sul Decreto Dignità

ROMA – E’ sbarcato in aula il Dl Dignità. E’ stato infatti presentato alla Camera ieri e sono pronti già oltre 400 emendamenti.  Il voto finale al provvedimento è atteso per giovedì 2 agosto. Andrà poi in Senato nella settimana pre-ferragosto e non dovrebbero esserci ulteriori modifiche. C’è la possibilità che venga posta la fiducia per accelerare l’Iter parlamentare. “Dipende molto dal clima che si genererà in Parlamento, soprattutto alla Camera. Per ora io non credo ce ne sia bisogno. Ci sono 450 emendamenti, dipende come si procede. Per esperienza si possono votare entro giovedì. Ma se si usano per l’ostruzionismo allora non c’è volontà di rispettare gli accordi“, il vicepremier Luigi Di Maio non esclude un ricorso alla fiducia.

Di Maio: Dl Dignità non fa favori a nessuno, solo ai cittadini

Nel suo intervento in Aula Di Maio ha sottolineato che “non c’è stato nessuno spiraglio per gli interessi delle lobby. Porte aperte solo agli interessi dei cittadini, ringrazio i parlamentari per aver tenuto duro e tenuto fede a contratto di governo”. Ha poi aggiunto che nel testo “non c’è interesse di partito, non c’è un favore a nessun imprenditore, a nessun banchiere, a nessun amico, a nessun parente. Nemmeno commi nascosti che celano qualche vergogna e non è nato da pressioni di Bce, Fmi, Ue o Paesi stranieri“.

Il destino dell’Ilva ancora da decifrare. Di Maio: “Non ho fretta di assegnare al primo compratore”

Le proposte migliorative del piano ambientale presentate da ArcelorMittal al ministero dello Sviluppo economico “non sono ancora soddisfacenti“. Queste le parole di Di Maio dopo l’incontro al Mise con AncelorMittale e 62 sigle per scegliere il futuro dell’Ilva di Taranto. Il maxincontro ha fatto discutere e alzato polemiche. Il sindaco di Taranto non si è presentato al tavolo delle trattative in aperto dissenso. Per Di Maio invece è un cambio di metodo: “Non ha fretta di assegnare l’Ilva al primo compratore che passa. Ho chiesto dei miglioramenti. Sugli aspetti ambientali e occupazionali, e per me non sono ancora sufficienti“.

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