NAPOLI – Il processo per il sangue versato a Secondigliano arriva a una svolta decisiva. I vertici e i gregari del clan degli Scissionisti hanno fatto la loro mossa. La svolta processuale è maturata ieri mattina nell’aula di tribunale. Il gotha del cartello criminale Amato-Pagano si trova alla sbarra. Alla base del procedimento penale c’è l’omicidio di Francesco Attrice.
L’agguato mortale venne consumato nel cuore dell’estate dell’undici agosto duemiladieci. A distanza di anni i presunti responsabili hanno deciso di gettare la spugna e rinunciare alla fase dibattimentale, per ottenere uno sconto di un terzo della pena in caso di condanna. Nel collegio difensivo l’avvocato Luigi Ferro. Andiamo con ordine.
Gli imputati principali hanno formulato formale richiesta per il rito abbreviato. La scelta del rito alternativo consentirà loro di ottenere lo sconto di un terzo. Alla sbarra ci sono nomi di primissimo piano dell’area nord. Tra i profili più rilevanti spiccano Arcangelo Abete e Mariano Riccio. Insieme a loro figurano Raffaele Aprea, Roberto Manganiello e Giuseppe Montanera. I cinque elementi di spicco si avviano ora verso una raffica di condanne pesanti.
La Procura antimafia ha ricostruito minuziosamente i ruoli della spedizione di morte. Secondo gli inquirenti della Dda, Abete e Riccio sarebbero i mandanti. I due avrebbero pianificato e ordinato l’eliminazione del ventinovenne sul territorio. Giuseppe Montanera e Raffaele Aprea avrebbero invece partecipato all’azione esecutiva. I dettagli investigativi delineano un quadro spietato della dinamica di quella giornata.
Raffaele Aprea avrebbe fatto uno sgambetto alla vittima per bloccarla durante la fuga. Lo sgambetto servì a far raggiungere l’obiettivo dai sicari armati di pistola. Roberto Manganiello avrebbe invece ricoperto il ruolo delicato di filatore. Con una scusa banale, Manganiello avrebbe fissato un appuntamento pomeridiano con la vittima. L’incontro era stato organizzato presso l’Oasi del Buon Pastore. Il giovane, incensurato, si era però accorto subito della trappola tesa. Francesco Attrice aveva cominciato a correre disperatamente per sfuggire ai proiettili. I killer lo inseguirono e lo fecero cadere prima di finirlo sul colpo in strada.
Secondo la Procura l’unica colpa del giovane era una amicizia con un collaboratore di giustizia. L’amicizia con un collaboratore di giustizia avrebbe decretato la sua condanna a morte. Le difese hanno formalizzato la richiesta del giudizio abbreviato davanti al giudice. L’istanza è stata presentata dai legali dei cinque imputati nella scorsa udienza. Il Giudice per le indagini preliminari ha esaminato la documentazione in aula. Il magistrato si è riservato di decidere sull’ammissione alla prossima seduta. Il verdetto sulla scelta del rito arriverà dunque nel corso del prossimo appuntamento.
La decisione del gip definirà il percorso processuale di questo delitto. I familiari della vittima attendono ora che la giustizia faccia il suo corso definitivo.










